Oggi vi presentiamo Mariastella Severini e il suo libro uscito da qualche settimana.
Hej! Sono Maristella Severini, un’autrice italiana che ha trovato nel Nord il proprio silenzio creativo. Vivo nella Svezia settentrionale, dove le stagioni si raccontano con la luce.
Mi muovo tra generi diversi — dall’amore al fantasy, fino all’horror — ma in ognuno ritrovo l’essenza del Nord che mi circonda.
Tutti i miei romanzi nascono qui, in Svezia, o in mondi che ne portano l’eco: la neve, la luce, l’attesa.
Scrivere, per me, è trasformare tutto questo in emozione, in un modo per restituire al lettore la stessa meraviglia che sento quando guardo il paesaggio intorno a me.
Quando non scrivo, creo abiti da sposa e costumi storici, dipingo e mi lascio ispirare dalla quiete dei boschi e dalla luce dell’inverno.
Credo nella forza delle emozioni semplici, nei piccoli dettagli e nella bellezza delle seconde possibilità.
1. Quando hai iniziato a scrivere?
Scrivo fin da bambina, i temi delle elementari erano i compiti che mi venivano meglio. Ho cominciato a scrivere storie più lunghe e strutturate solo qualche anno fa, quando la scrittura è diventata un modo per esprimere ciò che non riuscivo a dire in altro modo.
2. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?
Mi hanno portata alla scrittura la fantasia e quel bisogno istintivo di dare un nome, un volto, una storia ai personaggi che affioravano nella mia mente. Scrivere è diventato il modo più naturale per ascoltarli, per permettere alle loro voci di esistere fuori da me.
3. Quando sei diventato scrittore?
Non mi considero una scrittrice nel senso pieno del termine.
Mi sento piuttosto una persona che ama le parole e che, attraverso di esse, prova a condividere emozioni. Se chi legge riesce a sentire qualcosa, allora ho raggiunto il mio scopo.
4. Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere
indipendente?
Credo che per entrambe le situazioni ci siano pro e contro. In questo momento sto vivendo l’esperienza della pubblicazione in self, che mi sta insegnando molto e mi permette di avere pieno controllo sul mio lavoro. Allo stesso tempo, mi piacerebbe in futuro essere pubblicata da una casa editrice, per poter condividere il mio percorso con un team e raggiungere nuovi lettori.
5. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?
Il blocco dello scrittore esiste ed è parte del percorso. Quando accade, cerco di non combatterlo: seguo la filosofia svedese del lagom, l’arte della misura. Mi concedo una pausa, aspetto, e lascio che la mente ritrovi da sola il ritmo giusto.
6. Perché hai deciso di diventare scrittore?
Non credo di averlo mai deciso, perché non mi sento davvero una scrittrice.
Ho solo scelto di dare respiro ai personaggi e ai luoghi che mi vengono in mente, e di renderli disponibili a chi desidera perdersi insieme a me dentro le loro storie.
7. I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?
Sì, i social media hanno un ruolo importante, non solo come autrice ma anche come persona. Mi piace usarli per mostrare la vita nel Nord della Svezia, la natura, la luce e i piccoli momenti quotidiani. In questi mesi ho conosciuto tante persone meravigliose con cui condividere passioni, idee e ispirazioni.
8. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?
I miei personaggi e le mie trame nascono dai luoghi che mi circondano: il clima estremo, la luce che muta, la quiete e la forza del Nord. Le persone che incontro mi ispirano gesti, voci, frammenti di vita. Ogni idea nasce come una piccola scintilla, e col tempo diventa parte di un mosaico più grande, quello che poi diventa il romanzo.
9. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?
Per me è essenziale che ci sia coerenza. Anche nelle storie in cui la voce sfuma nella fantasia o nell’onirico, deve esistere un filo invisibile che tenga insieme ogni frammento. È altrettanto importante che i personaggi siano ben caratterizzati, autentici nei loro pregi e nei loro difetti, perché è da loro che la storia prende vita.
10. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?
Al momento non ho ricevuto recensioni negative, ma quando accadrà sarà semplicemente la conferma di un fatto inevitabile: non tutti possono apprezzare tutto. Ogni lettore vive il libro in modo diverso e anche questo fa parte della bellezza della scrittura.
11. Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile?
Per me la parte più difficile non è il processo di scrittura in sé, ma ciò che viene dopo: l’editing. È la fase più impegnativa, quella in cui bisogna guardare il testo con occhi nuovi e anche critici. La considero una tappa che va condivisa con professionisti veri, persone capaci di rispondere ai miei dubbi e di aiutarmi a migliorare i miei scritti.
12. Che consiglio dai ai nuovi autori?
Provate, scrivete, tentate sempre. Magari il primo libro non vi piacerà, ma non importa: provate ancora. Durante l’editing potreste sentirvi sotto pressione, ma non demordete. I professionisti sono lì per aiutarvi. Abbiate fiducia nelle persone che scegliete per editare, correggere, sistemare, e in chi si occuperà della vostra copertina. Se credete che sia la vostra strada, contattate le case editrici, proponete il vostro manoscritto. I libri, secondo me, sono un lavoro condiviso: nascono da una sola mente, ma crescono grazie a molte mani.
13. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?
Sarà una splendida avventura, piena di emozioni che ricorderai per sempre. Goditi ogni istante, anche quelli incerti: fanno parte della magia.
14. Quanti libri hai scritto finora?
Ho scritto quattro libri, ma al momento solo uno è pubblicato. Gli altri attendono ancora il loro tempo e io credo che ogni storia abbia il proprio ritmo per arrivare al mondo.
15. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?
È difficile scegliere, perché ogni libro ha lasciato qualcosa di importante. Ognuno mi ha fatto crescere, mostrato un lato diverso di me. So di scrivere storie molto diverse tra loro, ed è proprio questa varietà che mi aiuta a migliorare, a sperimentare e a trovare, passo dopo passo, la mia strada.
16. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?
È un po’ difficile rispondere, perché non so ancora quale dei miei progetti uscirà per primo. Potrebbe essere un dark fantasy ambientato nel Nord, oppure un romance con sfumature dark. Per ora non posso dire di più, ma entrambi hanno un posto speciale nel mio cuore.
17. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?
Mi aiuta il silenzio, non quello assoluto, quello dei piccoli suoni quotidiani. Il vento che ulula contro i vetri, il ronzio costante della lavatrice. All’aperto l’odore degli alberi, lo sciabordio dell’acqua, il cinguettio degli uccelli. Se scrivo in un locale mi accompagna il brusio sommesso delle persone e l’aroma del kaffe lungo svedese, caldo e confortante.
18. Quale autore famoso ritieni migliore?
È difficile rispondere, perché leggo generi molto diversi tra loro. Non c’è un autore che preferisco ad altri: ognuno mi lascia qualcosa di diverso, e credo che proprio questa varietà renda la lettura così preziosa.
19. Dove trovi le idee per i tuoi libri?
Le mie idee nascono dal luogo che mi circonda: dai paesaggi, dai suoni, dalla luce che cambia e dalle storie antiche che ancora respirano tra gli alberi. Mi ispiro alla musica, alle leggende norrene e al modo di vivere degli svedesi che conosco, semplice e profondo, in equilibrio con la natura.
20. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?
Non lo so, sinceramente non ho mai pensato a degli attori precisi. Credo che Aurora’s North sia un romanzo più fatto di atmosfere che di volti. Mi piacerebbe però che chiunque interpretasse Aurora ed Erik riuscisse a restituire la delicatezza dei silenzi, la luce e la forza interiore che attraversano la storia.
21. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?
Sì, la mia famiglia sostiene il mio percorso e crede in me. Sono grata per questo, perché avere accanto persone che ti incoraggiano fa una grande differenza, soprattutto nei momenti di incertezza.
22. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?
Amo parlare con chi legge i miei libri, non solo per conoscere le loro opinioni, ma anche perché spesso nasce una curiosità sincera verso la vita che conduco qui, così a nord.
Vorrei ringraziare il club del libro per questa intervista e per l’attenzione verso ciò che faccio.
E un grazie speciale a chi ha letto e a chi leggerà i miei libri:
siete voi a dare voce e respiro alle mie storie, a farle vivere oltre la pagina.
Mariastella Severini
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