Nuova intervista sbarcata nel club del libro!
"Mi chiamo Kathrine Vincenzi e sono un’autrice romance. Sono mamma di uno splendido bambino di otto anni e… vivo la mia vita tra un “si salvi chi può” e l’altro."
- Quando hai iniziato a scrivere?
Ho cominciato a scrivere da piccolissima. Andavo alle elementari e, per fuggire dalla triste realtà che mi circondava (bullismo) cominciai a scrivere pensieri sparsi su un vecchio diario dei segreti. Scrivere per me era diventato una vera e propria medicina, così mi tuffai nei primi racconti, raccontando di mondi fantastici dove io ero un’eroina!
- Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?
Il bisogno di sentirmi parte di qualcosa, la necessità di avere un mio piccolo posticino nel mondo.
- Quando sei diventato scrittore?
Ufficialmente nel 2017 quando pubblicai in ebook quella che era la prima versione di “La finestra sul cimitero”, una raccolta di racconti dell’orrore per ragazzi scritti a cavallo tra la terza media e le superiori.
- Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
In realtà ho la fortuna di collaborare già con una fantastica Casa Editrice, ma ammetto che non abbandonerei il self per nulla al mondo! Diciamo che dipende molto dalla storia; se piuttosto particolare e fuori dai canoni editoriali, preferisco avere il pieno controllo dell’opera.
- Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?
Per mia immensa fortuna non ne ho mai “sofferto”. Diciamo che conosco non pochi trucchetti per non inciamparci, trucchetti che amo divulgare sui social fornendo supporto agli aspiranti scrittori.
- Perché hai deciso di diventare scrittore?
Ho deciso di diventare scrittrice quando ho capito che lo stesso bene che la scrittura aveva fatto per me volevo trasmetterlo anche al lettore, donandogli qualche attimo di spensieratezza, quella coccola data al momento giusto.
- I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?
Io e i social media, in realtà, abbiamo un pessimo rapporto. Pur essendo molto attiva, ammetto che mi mettono una certa ansia. Certo, ho conosciuto blogger e lettori davvero straordinari, che senza social non avrei mai incontrato, ma visti i tempi che corrono, le continue polemiche, le corse affannate, l’ansia da like e interazioni… mh, non fanno per me. Se non altro, nel mio essere “anti social” sono riuscita a costruirmi un buon seguito.
- Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?
Ci credereste che se vi dicessi che la maggior parte delle mie trame le sogno? Ebbene, è così. Sono sogni spesso confusi, a volte surreali o dolorosi, ma quel poco che riesco a ricordare cerco sempre di riportarlo su u quadernino. Poi ci aggiungo un tocco di melodramma, qualche battuta, dialoghi botta e risposta… e la frittata è fatta!
Per quanto riguarda i personaggi, invece, cerco di ispirarmi a figure che incontro lungo il mio cammino. Che ne so, la ragazza esuberante al bar, il cartolaio tirchio, la fruttivendola timida e così via. La realtà che ci circonda è un ricettacolo di idee!
- Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?
Per me i personaggi sono l’anima pulsante. Una trama complessa è solo una sequenza di eventi, ma è il modo in cui un personaggio reagisce a quegli eventi che crea l’emozione. Se i personaggi sono vivi e coerenti, la trama si scrive da sola attraverso le loro decisioni, i loro errori e i loro desideri. Perché? Beh, perché il lettore spesso dimentica i dettagli della storia ma non dimentica mai come lo ha fatto sentire un personaggio.
10. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?
Ammetto che ai miei albori ci rimanevo non male, malissimo! Ero convinta che una recensione negativa potesse sminuire tutto il mio lavoro di mesi o, anche peggio, togliere valore alla mia opera. Con senno di poi ho capito che non è assolutamente così, anzi, spesso e volentieri le recensioni negative possono essere motivo di grande crescita e, perché no, motivo di studio. Io le trascrivo su un’agenda e cerco di memorizzarle al meglio per non ripeter gli stessi errori e devo dire che mi hanno aiutata molto nel tempo.
Discorso diverso per le cattiverie atte a colpire il lato personale, quelle lasciano il tempo che trovano.
- Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile?
Senza dubbio l’essere a metà stesura. È il momento che odio di più perché sono davvero troppo avanti per cambiare le cose ma anche troppo indietro per tirare un respiro di sollievo!
- Che consiglio dai ai nuovi autori? Un consiglio?
Non forzare i personaggi a fare quello che vuoi tu, ascolta quello che farebbero loro.
- Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro? Perseveranza. Di non abbattersi per quei grandi numeri che non arrivano, per quei lettori che ti scrutano dall’alto al basso o per la fatica che dovrai fare per emergere. Prima di pubblicare, non dimenticare i tuoi perché. Domandati: per chi ho scritto questa storia? Perché l’ho scritta? Tutto il resto vien da sé, l’importante è mantenere vivo il tuo perché.
- Quanti libri hai scritto finora?
Al momento otto, ma all’attivo ne ho quattro (presto cinque) perché gli altri stanno “riposando” in attesa di editing.
- Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?
Sicuramente “Manuale d’amore per coppie stanche”, disponibile dal 10 marzo, edito Love Shaker Publishing.
- Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?
“Manuale d’amore per coppie stanche” si tratta di una commedia esilarante dalle sfumature alla Sex and the City, che racconta le vicende tragicomiche di una sessuologa, del suo “mammo” e di una suocere che ne escogita una più del diavolo pur di farla fuori.
- Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?
Ascoltare musica zen oppure i cosiddetti rumori bianchi, quali pioggia, cinguettii e così via. E una buona tazza di caffè, quella aiuta sempre (sì, più della musica zen).
- Quale autore famoso ritieni migliore?
Stephen King, lui è il re indiscusso!
- Dove trovi le idee per i tuoi libri?
Dai sogni oppure dalla vita di tutti i giorni. Origliare come una vecchia zia zitella dà i suoi frutti.
- Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?
Questa domanda mi piace moltissimo. Dunque, il dream cast è una cosa che faccio spesso ben prima di cominciare a scrivere i miei libri. Per “Love letter in the sand – Il ricordo che ho di te”, Matilde de Angelis e Luca Argentero li vedevo perfettamente nei panni di di Ilaria e Diego. Per “Manuale d’amore per coppie stanche” ci vedrei bene: Cristiana Capotondi nei panni di Arianna; Laura Chiatti nei panni di Sally; Ester Platano nei panni di Regina; Leonardo Pieraccioni nei panni di Leonardo e poi ci devo pensare bene, alcuni personaggi sono particolari.
- La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?
Assolutamente sì, anzi, sono convinti più di me che un giorno arriverò lontano. Sono il mio carburante e mio marito più di chiunque altro.
- I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?
Con molti lettori mi sento davvero spesso perché grazie alla lettura dei miei romanzi abbiamo instaurato un meraviglioso rapporto di amicizia, ma vengo spesso contattata anche da quei lettori che non ho mai avuto il piacere di conoscere. Ciò che mi dicono spesso è che i miei libri hanno lasciato loro meravigliose emozioni sulla pelle e che i miei libri, nella loro semplicità, li hanno aiutati a superare momenti difficili. Ecco, questo è sempre stato il mio grande “perché” che volevo fare arrivare al lettore.
Voglio lasciare un augurio per me importante.
Che possiate sempre trovarvi a metà strada:
agli autori auguro di lasciare abbastanza spazio tra le righe,
e ai lettori di avere il coraggio di riempirlo con le proprie vite.
Kathrine Vincenzi
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