Intervista a Michela Bizzini

Pubblicato il 13 marzo 2026 alle ore 10:00

Apriamo la mattinata con una nuova autrice e con la sua intervista!


Mi chiamo Michela Bizzini, classe 1990. Sono diplomata in lingue, laureata in psicologia e specializzata nella sfera infantile. In pratica: amo capire le persone, soprattutto i più piccoli, e lo faccio con curiosità, empatia e una buona dose di fantasia.

Sono cresciuta a caramelle gommose e storie popolate da draghi provenienti da mondi fantastici, quindi non stupitevi se la mia immaginazione corre spesso più veloce di me. Vivo con le mie inseparabili gatte, che supervisionano con grande serietà ogni mia attività… soprattutto quando si tratta di leggere o scrivere.

I libri sono da sempre la mia passione più grande. Divoro storie di ogni tipo e condivido questa mania con il mondo attraverso le millemila recensioni che curo per il blog Romance Book. Dopo anni passati a parlare delle storie degli altri, ho deciso che è arrivato il momento di mettere nero su bianco anche tutti i film mentali che animano le mie notti insonni.

Insomma: se c’è una storia da leggere, recensire o inventare… probabilmente io sono già lì, con un libro in una mano e un’idea nell’altra.

 

  1. Quando hai iniziato a scrivere?
    Ho iniziato a scrivere con i diari segreti, nei quali inventavo e improvvisavo storie che accompagnavano la mia quotidianità. Diciamo che non li utilizzavo esattamente per la loro funzione originale!
  2. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?
    Per me scrittura e lettura sono sempre state due parti dello stesso insieme: l’una accompagnava l’altra e non le ho mai percepite come entità separate. Tutto ha iniziato a trovare un senso quando, tanti anni fa — che non staremo qui a quantificare — sono entrata a far parte del blog Romance Book.
  3. Quando sei diventato scrittore?
    Se intendi una svolta “da romanzo”, direi l’anno scorso, quando ho pubblicato il mio primo libro. È successo sotto “coercizione” e affettuose minacce della mia partner in crime for life Mary, e grazie all’aiuto e al supporto di Liliana Marchesi, autrice e fondatrice di Self Creation.
  4. Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
    Sinceramente? Mi piace il self publishing. Apprezzo la possibilità di scegliere le mie tempistiche e di avere il controllo su tutto ciò che riguarda il romanzo e la storia. Se dovesse arrivare una proposta da una casa editrice, la valuterei sicuramente con attenzione e farei una lista di pro e contro prima di prendere una decisione. Tengo però a ribadire che il self è una scelta consapevole.
  5. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?

All’inizio pensavo che il blocco dello scrittore fosse una specie di leggenda metropolitana. Invece esiste eccome, ed è anche piuttosto malefico. Succede quando hai una storia chiarissima in testa, ma per funzionare davvero deve sciogliere un nodo fondamentale… e quel nodo non vuole saperne di sciogliersi. Rimani lì a fissare il vuoto: scrivi, cancelli, ti innervosisci, riscrivi, e alla fine ti sembra che faccia tutto schifo. Per fortuna ho sviluppato un metodo tutto mio per affrontarlo: i miei beta readers. Non sono solo persone che leggono quello che scrivo; mi aiutano davvero a sviscerare la storia in ogni suo aspetto. Con loro parlare di una scena diventa quasi un flusso di coscienza continuo. Analizziamo insieme i dettagli, le motivazioni dei personaggi, le possibili svolte. Mi spronano, mi fanno domande, e spesso riescono a farmi vedere soluzioni che in quel momento, da solo, non riesco proprio a vedere. Per me sono fondamentali: quando mi blocco, sono la chiave per rimettere in moto la storia. E poi avere il supporto di Liliana è fondamentale, lei ha la straordinaria capacità di supportarti, esserti amica, essere professionale e di dare voce ad ogni aspetto esaltando gli elementi della storia senza mai stravolgerla. 

  1. Perché hai deciso di diventare scrittore? 

Probabilmente la maggior parte degli scrittori risponderebbe che lo fa per trasmettere qualcosa agli altri. In parte è vero anche per me. Adoro confrontarmi con i lettori, sapere cosa pensano delle mie storie, capire se il messaggio che volevo far trapelare è arrivato davvero. Credo che i libri debbano regalare emozioni tangibili, quelle che ti restano addosso e che ti permettono di portare una storia nel cuore anche dopo aver chiuso l’ultima pagina. Ma la verità è che scrivo anche perché non poteva essere altrimenti. Lo sento in ogni parte di me. Quando scrivo, sono esattamente le parole che metto su carta, con dentro tutte le mie convinzioni, le mie idee e il mio modo di vedere il mondo. E se anche solo un lettore arriverà ad amare ciò che faccio, allora per me sarà già una vittoria.

  1. I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?
    Sì, i social media hanno sicuramente un ruolo importante per me come autore. Sono uno spazio di incontro diretto con i lettori, un luogo dove posso condividere il mio percorso di scrittura, parlare delle mie storie e confrontarmi con chi decide di leggerle. Mi piace soprattutto il dialogo che nasce: ricevere opinioni, impressioni, interpretazioni diverse di una stessa scena o di un personaggio. È un modo per capire come una storia viene percepita una volta uscita dalla mia testa e arrivata nelle mani degli altri. Allo stesso tempo cerco di viverli come uno strumento e non come un fine. Il cuore di tutto resta sempre la scrittura. I social mi permettono di creare una piccola comunità attorno ai miei libri, ma è davanti alla pagina bianca che nasce davvero tutto. Purtroppo, però, non è facile farsi notare. Vedo tante autrici self valide che restano nell’ombra perché non sono riuscite a diventare virali e, nonostante io faccia anche parte di un blog noto è arduo.
  1. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?
    Di solito tutto parte da un’idea o da una situazione che mi colpisce particolarmente. Da lì inizio a chiedermi chi potrebbe vivere davvero quella storia. I personaggi nascono così: cerco di capire cosa vogliono, cosa li spaventa, quali sono le loro contraddizioni. Per me devono sembrare persone reali, con pregi, difetti e motivazioni credibili, perché sono loro a dare vita alla trama. Una volta che ho chiaro chi sono e cosa desiderano, la storia inizia quasi a costruirsi da sola. Metto i personaggi davanti a ostacoli, scelte difficili e conseguenze, e da queste dinamiche prende forma la trama. È un processo molto dinamico: spesso, mentre scrivo, i personaggi mi sorprendono e mi portano in direzioni che all’inizio non avevo previsto. In quel momento cerco di ascoltarli e lasciare che la storia si sviluppi nel modo più naturale possibile. Ad esempio il mio secondo romanzo è un Dual Pov, ma inizialmente il protagonista maschile aveva molti meno capitoli! Ha preso il sopravvento scombinando la scaletta.
  2. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?
    Per me trama e personaggi sono entrambi essenziali, perché in realtà sono elementi complementari: uno non può esistere davvero senza l’altro. Una buona trama ha bisogno di personaggi che la vivano, la muovano e le diano significato, mentre i personaggi hanno bisogno di una storia che li metta alla prova e li faccia evolvere. Se però devo soffermarmi su un aspetto in particolare, direi che i personaggi devono essere veri. Devono sembrare persone reali, con emozioni, dubbi, fragilità e desideri. Solo così il lettore può riconoscersi in loro, empatizzare e sentirsi davvero parte della storia. Quando un lettore riesce a identificarsi in un personaggio, la trama smette di essere solo una sequenza di eventi e diventa un’esperienza emotiva. Ed è proprio lì che, secondo me, una storia inizia davvero a lasciare il segno. 
  3. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?
    Cerco di affrontare anche le recensioni negative con la massima apertura possibile. Non è sempre facile, perché quando scrivi metti inevitabilmente una parte di te stesso nelle pagine, ma credo che ogni opinione possa insegnare qualcosa. Per me sono soprattutto un’occasione per imparare. Cerco di capire cosa non ha funzionato per quel lettore, se c’è un punto della storia che poteva essere sviluppato meglio o se qualcosa non è arrivato come avrei voluto. Non significa cambiare il proprio modo di scrivere per accontentare tutti — cosa impossibile — ma usare quei commenti come uno strumento di crescita. Alla fine ogni lettore ha una sensibilità diversa, e fa parte del gioco. L’importante è continuare a migliorarsi e non smettere mai di imparare.
  1. Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile?
    Probabilmente il momento in cui devo sciogliere i nodi più importanti della storia. Quando sai dove vuoi arrivare ma il percorso non è ancora chiaro, può diventare frustrante. È lì che serve pazienza, riscrittura e tanta riflessione.
  2. Che consiglio dai ai nuovi autori?
    Di scrivere, scrivere e scrivere ancora. Non aspettate la perfezione alla prima stesura, perché non esiste. La cosa più importante è raccontare la storia che avete dentro con sincerità.
  3. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?
    Di non avere fretta ma di credere davvero in ciò che ha scritto. Curare il testo, farlo leggere a persone di fiducia e accettare i consigli può fare una grande differenza.
  4. Quanti libri hai scritto finora?

Ho scritto due romanzi: La Nicole sbagliata e A love beyond time. Due storie che mi rappresentano anche se sono totalmente differenti l’una dall’altra. 

  1. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?
    È una domanda difficile, perché ogni libro ha un posto speciale. Il primo è stato sicuramente più di pancia, ci ho riversato molto di me a livello emotivo. Il secondo è stato quello in cui mi sono messa in gioca sperimentando nuove cose! 
  2. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?
    Posso dire che sarà una storia intensa, con personaggi molto profondi e diverse sfumature emotive. Come sempre cercherò di raccontare non solo una trama, ma anche un viaggio interiore. Voglio trattare un tema molto delicato di cui è già stato scritto, ma voglio farlo in modo diverso e da una prospettiva totalmente nuova…non posso dire di più perché sono ancora nelle fasi iniziali!
  3. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?
    La musica, le caramelle gommose e le fusa delle mie gatte!
  4. Quale autore famoso ritieni migliore?
    Non credo esista un autore “migliore” in assoluto. Ci sono autori straordinari, ognuno con il proprio stile e la propria voce, ed è proprio questa varietà a rendere la letteratura così ricca. Ho tantissimi libri preferiti di generi assolutamente diversi!
  5. Dove trovi le idee per i tuoi libri?
    Le idee possono nascere ovunque: da una conversazione, da una scena vista per strada, da una domanda che continua a girarmi in testa. A volte basta un piccolo spunto per far nascere un’intera storia. Nel mio caso? Da domande che mi pongo continuamente quando sono sovrappensiero. 
  6. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?
    Non ho mai pensato a nomi precisi, perché mentre scrivo i miei personaggi hanno un volto tutto loro nella mia immaginazione. Però sarebbe sicuramente emozionante vederli prendere vita sullo schermo. Anche se…Tom cruise lo vorrei tanto conoscere! E sposare, ma lui non lo sa!
  7. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?
    Sì, la mia famiglia mi sostiene molto. Sapere che credono in quello che faccio è una motivazione importante e mi dà la forza di continuare. Ho un fanclub personale che amo con tutta me stessa.
  8. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?
    Sì, a volte capita, ed è una delle cose più belle. Mi raccontano cosa hanno provato leggendo le mie storie, quali personaggi li hanno colpiti di più o quali scene sono rimaste nel loro cuore. Ancora non ci credo che sono stata io a suscitargli quelle emozioni!



 

 

Scrivere per me non è solo raccontare storie, è un modo per condividere emozioni, idee e parti di me stesso. Se anche solo una persona, leggendo le mie parole, riuscirà a sentirsi coinvolta o a portare con sé qualcosa della mia storia, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.

Un abbraccio a tutti i lettori… e grazie per esserci. Baci. 

Michela Bizzini


Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.