Nuova intervista con un'altra autrice! Vi presentiamo Vivienne
"Sono Vivienne Prati, lo pseudonimo che ho scelto per dare voce alle mie storie. Sono nata negli anni Ottanta e vivo in una città che sembra sospesa tra l’acqua e il cielo, Mantova, un posto che vi ho raccontato e racconterò nella serie Un rumore di accendino. Scrivo romance, amo la musica in molte sue forme e adoro raccontare storie che emozionano."
- Quando hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere romance/storie d’amore nel 2006. È in quell’anno che è nato il mio primo vero manoscritto, che ancora oggi tengo nascosto in una cartella segreta del mio PC.
- Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?
È successo tutto quasi per caso, finita la sessione degli esami estivi. Avevo delle storie che avevo voglia di raccontare, quindi musica in play e un file Word aperto sul PC. È stato un flusso di coscienza.
- Quando sei diventata scrittrice?
Di preciso non saprei, forse proprio quell’estate del 2006, con quei primi personaggi che ora sto riscrivendo in una fase molto più matura della mia vita.
- Vorresti essere pubblicata da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
Non mi sono ancora posta il problema perché attualmente le CE mi sembrano irraggiungibili e non saprei dire quali sono i punti a favore o contro. Sono contenta però di aver pubblicato in modo autonomo. Nella vita faccio tante cose e una di queste è la grafica, quindi impaginare e progettare è stato abbastanza semplice – essere cliente di me stessa è un sogno, perché mi approvo subito tutto.
- Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?
In Quello che ci divide non ne ho avuti. Lo sto vivendo ora abbastanza spesso col secondo volume della serie, Quello che ci unisce. La storia di Alex e Laura. Blocchi importanti e stressanti li ho vissuti nelle stesure delle tesi di laurea, periodo difficile per chi mi stava intorno, con date precise di consegna – ciò mi riporta alla domanda sulle CE: i parenti non ne sarebbero per nulla entusiasti se qualcuno mi dovesse mettere ansia-da-consegna.
- Perché hai deciso di diventare scrittrice?
L’estate scorsa era particolarmente vuota e ripetitiva. Non c’erano libri che mi attirassero davvero e volevo cercarne uno ambientato in Italia, che mostrasse un vero enemies to lovers con lo scontro politico come protagonista. Non l’ho trovato e, appunto, nel 2006 avevo cominciato a scriverlo ma mai concluso. Quindi mi sono scritta la storia da sola e mi ha più che soddisfatta, benché sia cambiata man mano che la scrivevo.
- I social media svolgono un ruolo importante per te come autrice?
Faccio fatica a emergere, perché non voglio espormi in prima persona, mentre sui social piace la gente che parla e si presenta vis-à-vis. Magari in futuro lo farò, ma attualmente li uso con risultati nella media. Mi hanno però aiutato a creare una cerchia di conoscenze che mi sta dando una grande mano e per quello sono serviti.
- Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?
La trama arriva mentre pulisco casa, mentre guido per andare a lavoro, mentre faccio giardinaggio; i personaggi si costruiscono in base alla trama ma anche alle mie esperienze di vita, alle persone che ho incontrato... e creo un mix arrivando a questa nuova persona con le sue caratteristiche.
- Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché? LA COERENZA: odio pensare che qualcosa o qualcuno possa non esserlo.
- Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?
Attualmente molto bene, perché non ne ho avute… quando arriveranno chiederò alla mia collaboratrice di mediare (nella persona di mia sorella). Ammetto di essere molto permalosa e se capisco che dall’altra parte non è stato proprio capito il mio intento, chiudo. Vedrò di migliorare questo mio aspetto.
- Quale parte del tuo processo di scrittura è la più difficile?
La bella scrittura, raffinarla e curarla. Mi infastidiscono gli errori grammaticali, morfosintattici e tematici. Quando scrivo vorrei aver già elaborato il testo nella forma migliore, ma è impossibile. Quindi correzioni su correzioni.
- Che consiglio dai ai nuovi autori?
Qua risponde Lettrice Senza Cuore (un dei miei altri alter ego): Vi prego, uscite fuori dalle solite storie! Vogliamo leggere trame e temi nuovi!
- Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?
Fallo leggere prima a qualcuno di cui ti fidi e guardalo in faccia quando ti dice cosa ne pensa: dalla sua espressione capirai se vale la pena proseguire oppure dire: “Ok, l’ho scritto per me e mi sta bene comunque, ma rimane qua”.
- Quanti libri hai scritto finora?
Il primo del 2006, che però non ho mai concluso e mai lo sarà; Quello che ci divide e più di metà di Quello che ci unisce. Posso aggiungere tre tesi di laurea parecchio spesse e una pubblicazione storica – ma questa è un’altra storia.
- Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?
Non ho una preferenza: quando li scrivo mi appassiono, quando li finisco li saluto e li lascio agli altri (anche se ammetto di averli riletti).
- Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?
Se avete pianto con Quello che ci divide, Quello che ci unisce potrebbe essere più ANGST.
- Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?
La musica, che poi inserisco nei libri: Max con Vasco Rossi, Fren con i suoi gruppi Indie Rock; ora con Alex e Laura il nu-metal, il grunge e altri generi rock.
- Quale autore famoso ritieni migliore?
Chloe Walsh nei due 13 e Kim Adder.
- Dove trovi le idee per i tuoi libri?
Nelle mie esperienze e nei racconti delle persone che mi sono vicine o che lo sono state nella mia vita.
- Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?
Attualmente non seguo molto attori o film, soprattutto dell’età di Max e Fren. Non saprei proprio, ma se ci fosse qualcuno di simile ai due ragazzi che ho creato sulla copertina, sarebbero loro!
- La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?
Mia sorella è stata l’editor, mia madre la beta-reader. La parte maschile è tenuta all’oscuro: non credo potrebbe essere un buon target e poi mi vergogno .
- I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?
Sto avendo parecchi acquisti e molte letture su Kindle, sia come acquisto diretto che come pagine lette su Unlimited, ma non stanno lasciando recensioni – ahimè. Le bookstagrammer a cui l’ho mandato e che l’hanno letto, invece, mi hanno fatto fior fior di complimenti e delle recensioni stupende.
Spero che la storia di Max e Fren possa piacervi,
come è piaciuto a me scriverla e poi rileggerla quel centinaio di volte.
Vivienne Prati
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