Intervista a Beppe Roncari

Pubblicato il 14 luglio 2026 alle ore 18:00

Oggi, in questa calda giornata di luglio, vogliamo farvi conoscere un nuovo scrittore che oggi debutta con il suo nuovo libro con la casa editrice Rizzoli. Il suo libro si chiama Shakespeare Erased e non vediamo l'ora di leggerlo: vi presentiamo Beppe Roncari.

Ciao a tutte le lettrici e a tutti i lettori del Club del Libro! Sono B.K. Roncari (la “B” sta per Beppe e la “K” per Karl, il mio secondo nome) e sono un autore Mondadori, Sperling & Kupfer e Rizzoli. Amo la storia, la letteratura e il fantasy. Nella vita, oltre a scrivere romanzi, faccio l’editor di libri d’inglese per la Cambridge University Press.

 

  1. Quando hai iniziato a scrivere?

Da sempre. O meglio, ho iniziato fin da bambino a raccontarmi storie per sentirmi meno solo nelle lunghe estati passate da solo nei boschi sulle pendici del Mottarone.

Ma se devo scegliere una data, a otto anni ho scritto un lungo tema per scuola su un drago e un viaggio nel tempo, venti fogli a protocollo, che la mia maestra mi fece leggere in classe. Ecco, quello potrebbe essere considerato il mio “esordio”.

  1. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?

Come per J.R.R. Tolkien e il suo amico C.S. Lewis, semplicemente non c’erano abbastanza opere come quelle che piacevano a me, per cui ho pensato di mettermi a scriverle io, in dialogo con gli autori che ho amato e che mi hanno insegnato tantissimo sulla scrittura, su me stesso e su cosa significa essere umani.

  1. Quando sei diventato scrittore?

Se escludiamo l’episodio delle elementari e la pubblicazione di vari racconti nei giornalini delle medie e delle superiori, suppongo che si possa far risalire alla pubblicazione per Mondadori Oscar Historica di Numa Pompilio. Il Figlio dei Numi, il secondo romanzo della serie dei Sette Re di Roma scritta da un collettivo di 14 scrittori sotto la guida di Franco Forte. L’ho scritto insieme a mia moglie Flavia Imperi, anche lei autrice. Purtroppo, è uscito nel 2021, in piena pandemia, ma è diventato un longseller molto apprezzato dai lettori e dalle lettrici di storico.

  1. Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?

Sono stato pubblicato da grandi case editrici per i romanzi (Mondadori per Numa, Sperling & Kupfer per Engaged 1 e 2 – il mio retelling fantasy de I Promessi Sposi – e ora da Rizzoli per Shakespeare Erasedi) e da case editrici indipendenti come Nero Press, Delos Digital e Scatole Parlanti per i racconti. 

Ho anche pubblicato un racconto di fantascienza in appendice a un volume di Urania e su alcuni quotidiani lombardi.

Uscire con una Big oggi è soprattutto questione di prestigio e distribuzione, ma non escludo in futuro di scrivere e pubblicare qualcosa anche in modo indipendente, pur appoggiandomi sempre a una rete di consulenti, editor, correttori di bozze, beta e gamma lettori, perché un libro è anche un “prodotto” e deve avere standard di qualità alti per essere proposto al mercato.

  1. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?

Non ce l’ho. Se trovo difficoltà a scrivere un particolare capitolo o una parte, lo salto e vado oltre, o mi appunto gli eventi in modo frettoloso, per poi ripassarci in seconda battuta. Sono molto organizzato e ho la stoffa del maratoneta. Non mi perdo d’animo una volta iniziata l’impresa e sono costante, scrivendo un capitolo al giorno. Sono però aiutato dal mio metodo. Essendo uno scrittore “architetto”, pianifico la storia a priori, stendendo un grande “scalettone” molto dettagliato. Quello di Erased era lungo più di 100.000 caratteri… quasi una novella!

Mappa inerente all'uscita di oggi!

  1. Perché hai deciso di diventare scrittore?

In parte ho risposto, mi raccontavo storie per intrattenermi e sentirmi meno solo. Per me non è stata una decisione ma una necessità di vita. E poi è la mia vocazione, quello che – spero – riesco a fare meglio nella vita. Sarebbe un peccato rinunciare a questa parte di me.

  1. I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?

Sì, inevitabilmente, e sotto tre aspetti. In fase di ricerca per vedere cosa vogliono le lettrici e i lettori. Poi, in fase di scrittura, per il sostegno che ricevo da parte della community editoriale, fatta anche di colleghi e colleghe scrittrici e scrittori. Infine, in fase di promozione.

Oggi, senza social media non si va da nessuna parte, perché la promozione – anche per autori pubblicati da grandi case editrici come me – è quasi interamente sulle spalle delle autrici e degli autori, che quindi devono creare una presenza social solida e coerente se vogliono spingere le vendite dei propri titoli e soprattutto indirizzarli verso la giusta nicchia di pubblico.

In Italia oggi esce 1 libro ogni 6 minuti e per questo motivo la vita di “scaffale” nelle grandi librerie non è di più di due o tre mesi, dopodiché le copie vengono tolte per lasciar posto ad altre opere. Se non si vende bene nelle prime due settimane si rischia di essere semplicemente soverchiati e dimenticati. Il libro resta in vendita online, certo, ma nel frattempo ci sono molti altri titoli che emergono in cerca di visibilità.

È una realtà abbastanza spietata e l’unico scudo contro i suoi meccanismi perversi è il rapporto con il pubblico, costruito libro dopo libro, presentazione dopo presentazione, panel dopo panel, recensione dopo recensione.

  1. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?

Nel caso dei romanzi di ispirazione storica cerco innanzitutto di essere coerente con quello che sappiamo delle loro figure storiche. Per esempio, la mia Regina Elizabeth I Tudor era piuttosto sboccata e sarcastica e questo è un tratto che ha conservato anche in Erased

Per il resto, per me è vero l’assioma “il personaggio è trama e la trama sono i personaggi”. Non esiste l’una senza gli altri, e la storia è la narrazione del cambiamento dei personaggi.

Io li costruisco in modo molto istintivo, ma poi analizzo e razionalizzo il loro desiderio esplicito apparente (desire), il loro bisogno profondo e nascosto (need) e l’ombra nel loro passato (shadow o ghost). Tutto il resto viene di conseguenza.

Sono maniacale nell’intrecciare la trama e i rapporti tra i personaggi, è importante sapere cosa pensa ciascuno degli altri, quali sono i suoi pregiudizi e idiosincrasie, il suo tratto redentivo e il suo difetto fatale (fatal flaw).

  1. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?

Come ho risposto sopra, per me personaggi e trama sono inestricabili. Però se devo scegliere tra il definirmi un autore character-driven o plot-driven, a malincuore dico: la trama, perché è superiore al personaggio singolo e comprende anche l’ambientazione, il tema della storia, il sapore dell’epoca o del mondo in cui la storia è ambientata eccetera. Narrando la trama si possono capire bene anche i personaggi, che si definiscono nelle loro scelte morali difficili sotto pressione. Viceversa, da una scheda personaggio non sempre si evince il senso profondo di una storia.

  1. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?

Il primo istinto è quello di provare rabbia e dispiacere, come tutti (non credete a chi dice il contrario!). Poi ci rifletto a mente fredda e cerco di trarne i maggiori insegnamenti possibili. 

Come dice il collega Livio Gambarini: “una lode è un doblone, una critica è una mappa del tesoro” [per far meglio la volta successiva].

L’essere umano – compreso l’essere umano “scrittore” – impara sempre e solo tramite trial and error, cioè “provando, sbagliando e riprovando”, senza arrendersi. L’importante è imparare dagli errori e non bendarsi gli occhi.

Però, per fortuna (o sfortuna, dato quanto ho appena scritto sopra), le recensioni negative dei miei romanzi, finora, sono in minoranza rispetto ai pareri positivi. 

  1. Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile?

La scaletta, perché lì creo tutta la storia e intreccio decine e decini di fili. In un romanzo Historical Fantasy questa parte del processo è parecchio delicata perché ogni elemento deve andare al suo posto: coerenza storica, stilistica e di sistema magico.

  1. Che consiglio dai ai nuovi autori?

Leggete, leggete, leggete. Studiate, studiate, studiate. Scrivete, scrivete, scrivete. Fatevi leggere. Ascoltate senza rispondere le critiche. Inca**atevi pure in privato. Rileggete le critiche. Imparate. Non perdetevi d’animo. Ricominciate a scrivere, scrivere, scrivere. Leggere, leggere, leggere…

  1. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?

Sei sicuro? Guarda che se ti pubblica una grande casa editrice prenderai tra l’8 e il 10% sul prezzo di copertina, e soltanto dopo i rendiconti dell’anno successivo. Di solito l’anticipo non basta nemmeno per coprire l’acquisto dei testi di riferimento e per finanziare i viaggi di ricerca. C’è anche la strada del self-publishing, certo, ma anche quella è arduo. Uno su mille ce la fa. Sarai tu? Allora devi essere agguerrito e non perderti ma d’animo. È una cosa che devi fare perché ce l’hai dentro, OK, ma è davvero la tua vocazione? A parte il talento, hai la pazienza di affinare al meglio le tue conoscenze e i tuoi “ferri del mestiere”? E cioè (vedi sopra): Leggere, leggere, leggere. Studiare, studiare, studiare?

Pubblicare il primo libro, spesso, significa aver messo il primo, e magari anche il secondo libro scritto nel cassetto… e riuscire nell’intento con il terzo.

Consiglio di mettersi il più possibile alla prova nei concorsi letterari, leggendo magari prima le opere che hanno vinto quei concorsi negli anni precedenti.

Solo l’umiltà e il duro lavoro aiutano veramente in questo campo.

C’è anche chi ce la fa diventando un/a influencer nel proprio settore, un punto di riferimento per i lettori di una particolare nicchia. Perché, purtroppo, i lettori “forti” in Italia, sono pochi. Se si hanno tanti follower, li si può convincere a comprare anche un libro scritto così così. Se ti accontenti, anche questa è una via.

Io sono per un approccio ibrido. Massima competenza e professionalità, ma anche mettersi in gioco come persona a tutto tondo, creando un rapporto con le community di lettori, online e in presenza.

  1. Quanti libri hai scritto finora?

Pubblicati a mio nome quattro. Di altre opere a cui ho collaborato sotto pseudonimo non posso parlare. Decine di altri nel cassetto.

  1. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?

Sempre l’ultimo, perché dov’è il divertimento, altrimenti? Quindi rispondo: Shakespeare Erased. La Scuola della Notte. Tra l’altro, uno dei motivi per cui mi ha divertito scriverlo di più rispetto ai precedenti è che si tratta di un Romantasy per pubblico new adult/adult, e quindi mi sono cimentato anche in scene spicy che non erano presenti in Engaged. Quella dilogia, infatti, era pensata per un pubblico più giovane (Young Adult) per poter essere proposto anche agli studenti delle scuole medie.

  1. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?

Dopo Shakespeare Erased. La Scuola della Notte, che è autoconclusivo, mi piacerebbe restare nello stesso mondo e nella stessa epoca per altri due romanzi intrecciati alla stessa storia ma indipendenti, uno su Giordano Bruno, il Dottor Faust e Christopher Marlowe, l’altro di nuovo su Shakespeare, ma mettendo in parallelo l’invasione spagnola dell’Invincibile Armata e La Tempesta.

  1. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?

L’ossessione: crearmi una bolla che mi astrae da tutto il resto. A volte la musica, a volte anche solo un rumorio costante e senza alterazioni, anche gente che parla di sottofondo, purché non ci siano stimoli improvvisi a distrarmi. E mia moglie che mi porta gli spuntini.

  1. Quale autore famoso ritieni migliore?

Questa è una domanda difficile. Per me i grandi autori sono amici che mi hanno dato tanto e con cui sono in dialogo costante. Al momento, quelli che in tempi recenti mi hanno insegnato di più sono: Susanna Clarke (Strange & Norrell, che ho amato, mentre ho odiato Piranesi), Suzanne Collins (Hunger Games), Scott Lynch (Locke Lamora), Charlaine Harris (True Blood), Margaret Atwood (Il racconto dell’Ancella), Livio Gambarini (Eternal War), Luca Tarenzi (Orfeo).

Tra quelli del passato J.R.R. Tolkien, Ursula K. Le Guin, Douglas N. Adams, Fedor Dostoevskij, Victor Hugo, Jane Austen, Bianca Pitzorno.

  1. Dove trovi le idee per i tuoi libri?

Dove non le trovo, piuttosto. Le idee sono dappertutto, io ne sforno almeno una decina al giorno. Il problema è vagliare quelle davvero valide. 

La Storia per me è un bacino quasi inesauribile di storie fantastiche. Per esempio, lo sapevate che il grande astronomo Keplero dovette improvvisarsi avvocato per difendere la madre dall’accusa di stregoneria? O che papa Urbano VIII Barberini liberò “l’eretico e pazzo” Tommaso Campanella per fargli fare un rito magico protettivo contro il potere negativo di una Cometa? Il difficile è capire quando è arrivata l’idea giusta al momento giusto e metterci anima e corpo per trasformarla in un buon progetto.

  1. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?

Mi spiace ma non ho memoria per i nomi degli attori dei film e delle serie TV! Mi basterebbe che siano attori e attrici bravi, coscienziosi, che fanno della recitazione la loro ossessione e ragione di vita. E che magari che abbiano letto il libro.

  1. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?

Se parliamo della famiglia di origine, non molto, perché preferirebbero che mi dedicassi ad attività più lucrative con i miei talenti, e sono sempre stati più attenti ai miei bisogni materiali. Mia moglie e la sua famiglia di artisti e sognatori, invece, mi danno tutto il sostegno e l’amore che posso desiderare.

  1. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?

Certo, spesso. Di solito perché qualche scena o personaggio li ha commossi profondamente. Ed è sinceramente la parte più bella dell’essere uno scrittore, arrivare al cuore delle lettrici e dei lettori, diventare loro amico a distanza.

 

 

 

 

 

 

Il mio motto è: rimani sempre appassionato/a nella vita; da qui il titolo Engaged per la mia dilogia precedente, dato che questa parola significa sia “Promessi Sposi” sia appassionati. Hashtag: #StayEngaged! 

Per Shakespeare Erased ho coniato un altro motto: Love & Truth #CantBeErased! ❤️‍🔥

Questo perché vorrei contribuire anche io, nel mio piccolo, a ridare voce e visibilità alle persone “cancellate” (Erased) dalla storia, soprattutto di sesso femminile.

Un abbraccio, spero che ci incontreremo presto tra le pagine dei miei (e dei vostri) libri!

Beppe Roncari


Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.

Crea il tuo sito web con Webador