Nuova intervista con una nuova autrice!
Quando hai iniziato a scrivere?
Ho sempre amato scrivere. Ero la bambina che inventava racconti e poesie, l’adolescente che riempiva interi diari e inventava storie sul PC.
Ho iniziato a scrivere “seriamente” nel 2019, quando ho preso in considerazione l’idea di pubblicare un romanzo.
Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?
La mia passione per la lettura è stata il collante che mi ha sempre tenuta legata ai libri.
Il bisogno di evitare e di sfogarmi, invece, mi ha fatto incanalare le energie verso la scrittura.
Quando sei diventato scrittore?
Se penso a me stessa faccio ancora fatica a definirmi “scrittrice”. È un appellativo così bello, così importante.
Penso che a livello concreto, lo sia diventata pubblicando il mio primo romanzo nel 2021.
scambi che porto nel cuore.
Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
Vorrei essere pubblicata da una grande casa editrice per realizzare il sogno di vedere un mio romanzo in tutte le librerie.
È il sogno nel cassetto che aveva “la Giada” di otto anni che andava nelle librerie della zona alla ricerca di un libretto da leggere alla sera.
Al tempo stesso, adoro la libertà del self-pubblishing e non la baratterei qualora non ne fossi convinta al cento per cento.
Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?
Non ne ho mai sofferto in modo importante, sono molto fortunata. Forse, soffro del contrario.
Inventiamo un modo per definire quegli autori che hanno troppe, troppe idee in testa e troppo, troppo poco tempo per scriverle?
Scherzi a parte, ho sempre il cervello che esplode di idee ed è bello, tranne quando la sensazione è quella di avere un vulcano in eruzione in mezzo alle orecchie!
Perché hai deciso di diventare scrittore?
Perché volevo condividere le mie storie con altre persone. Lo so, suona banale, ma avevo un forte desiderio di vedere su carta i personaggi che popolavano la mia mente e poi, di consegnarli ai lettori per emozionarmi ancora con loro.
I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?
Moltissimo.
Al giorno d’oggi, un autore senza social sarebbe perso, o quasi.
Tanto difficili da gestire e da usare in modo corretto, quanto indispensabili per promuoversi e per raggiungere i lettori.
Il mio, con i social, è un rapporto di amore e odio.
Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?
Di solito, l’ispirazione arriva e mi ossessiona.
Inizio a pensarci in modo insistente, prendo appunti, segno ogni idea.
Tutto parte da un dettaglio, poi arrivano i ragionamenti, i collegamenti, le ricerche, la creazione delle schede dei personaggi e di una scaletta per i capitoli.
L’ispirazione è un momento irrazionale, selvaggio. Dopo questa prima fase, mi dedico agli aspetti concreti, creando schemi dettagliati prima della stesura.
Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?
Penso che ciò che conta maggiormente sia una costruzione coerente di entrambi: trama e personaggi devono essere definiti bene, per poi riuscire a emozionare, perché il fine ultimo è donare al lettore un’esperienza appagante, che riesca a coinvolgerlo ed emozionarlo.
Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?
Se sono critiche costruttive (seppur negative) le accetto e ne faccio tesoro.
Scrivere è un processo creativo in continua evoluzione: si migliora sempre.
Di solito, ringrazio e cerco di ricordarmi i punti carenti per le volte successive.
Se sono recensioni puramente demolitive e prive di empatia, passo oltre. All’inizio, ci stavo male.
Adesso so che non possiamo piacere a tutti e che, in ogni caso, dietro a ogni romanzo c’è molto lavoro da parte dell’autore, per cui il rispetto è la base da cui partire.
Se manca quello, meglio ignorare e andare avanti.
Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile?
La promozione.
Questa parte è quella più ostica perché influenza pesantemente la buona riuscita delle vendite.
È difficile stare al passo, creare contenuti coinvolgenti, riuscire a farsi conoscere e riconoscere.
Inoltre, bisogna continuamente produrre materiale e contenuti da postare ogni giorno: è molto stancante a livello mentale.
Che consiglio dai ai nuovi autori?
Non lasciatevi spaventare dal marcio che, purtroppo, esiste nel mondo dell’editoria.
Ci sono una miriade di aspetti positivi che vi aspettano, raccogliete il vostro coraggio e non scoraggiatevi se all’inizio vi sembra tutto troppo complicato.
I sacrifici verranno sempre ripagati.
Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?
Credi nella tua storia e lanciati!
Quanti libri hai scritto finora?
Ho scritto dieci romanzi.
Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?
Oddio, questa risposta è complicata.
Ho adorato la stesura di ogni romanzo perché mi sono calata totalmente nella vicenda e ne ho assaporato ogni dettaglio, ogni sensazione, ogni profumo.
Ci sono libri che sono stati più scorrevoli, pertanto più “facili”, altri che hanno richiesto maggiore ricerca e immersione.
I più “difficili” sono stati quelli appartenenti alla trilogia storica The Glynde Trilogy.
Quelli più scorrevoli “Come fuoco sotto la neve” e “Icefall”.
Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?
Ho appena pubblicato il mio ultimo sport romance, ma sto già progettando una nuova storia.
È troppo presto per lasciarmi sfuggire spoiler, ma posso dirvi, in via del tutto confidenziale, che “Icefall” mi ha aperto un mondo!
Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?
Focalizzarmi. Al giorno posso dedicare una o due ore scrittura.
Ecco, sfrutto ogni secondo rimanendo concentrata solo su quello e sul desiderio di portare avanti la storia.
Il fatto di avere il tempo contato è stimolante perché so se non utilizzo quei momenti liberi, poi, non ne avrò altri.
Lo so, suona drastico! Ma fa parte dell’essere mamma di tre bambini: modalità sopravvivenza attiva!
Quale autore famoso ritieni migliore?
Ho tanti autori nel cuore e scegliere è difficile. Nel panorama italiano adoro svariate autrici che seguo e supporto con piacere.
A livello internazionale, penso che la Douglas sia un’autrice divina. Si dice che la si ama o la si odia.
Beh, io la adoro.
Dove trovi le idee per i tuoi libri?
Le idee possono arrivare in modo inaspettato: un’immagine in TV, un video sui social, un sogno, un articolo di giornale, emozioni ed esperienze passate… Tutto può trasformarsi in una fonte di ispirazione.
Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?
Sono una frana quando si tratta di creare un cast per i miei romanzi. Parliamo dell’ultimo libro, “Icefall”.
Lily potrebbe essere interpretata da Vanessa Hudgens, mentre Kade è davvero difficile perché ha delle caratteristiche fisiche particolari, per cui sarò sincera: non mi viene in mente nessuno.
La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?
La mia famiglia mi ha sempre supportata. Il mio compagno ha creduto in mente dal giorno zero e mi ha sostenuta nei momenti difficili.
Lui c’è stato dalla prima pubblicazione, ha gioito per i traguardi e mi ha consolata quando credevo che di non essere abbastanza.
Avere qualcuno che ci supporta è meraviglioso.
I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?
Adoro quando le lettrici mi contattano.
Di solito, lo fanno mentre leggono i miei romanzi per indignarsi, insultarmi e sclerare insieme.
Mi piacciono i commenti a caldo, quindi accolgo con gioia ogni messaggio. Sono scambi che porto nel cuore.
Rispondere a queste domande è stato stimolante e divertente, oltre che un momento di riflessione.
Voglio ringraziarvi per questo spazio che mi avete dedicato, per l’opportunità e l'infinita disponibilità.
Sono felicissima di aver potuto partecipare a questa intervista. Grazie di cuore!
Giada Bertone
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