Concludiamo luglio con una nuova intervista!
"Mi chiamo Nina C. Appleton e sono l’autrice di Una casa nel bosco ed altri disastri, un cozy romance nato dall’amore per i boschi, la natura e quelle storie che sanno far sentire a casa.
Nina C. Appleton è il nome con cui ho scelto di firmare i miei romanzi, perché desideravo creare uno spazio dedicato esclusivamente alle mie storie, lasciando che fossero loro a parlare per prime.
Nella vita sono educatrice cinofila e vivo circondata dagli animali, ma da sempre porto con me un’altra grande passione: raccontare storie. Amo le case immerse nel verde, il profumo del caffè, le passeggiate nei boschi e tutti quei piccoli momenti che sembrano semplici, ma che alla fine sono quelli che ci cambiano davvero.
Con questo romanzo ho cercato di costruire un luogo in cui il lettore possa rallentare, respirare e sentirsi accolto."
1. Quando hai iniziato a scrivere?
Credo di aver iniziato molto prima di rendermene conto. Ho sempre avuto la tendenza a immaginare storie, inventare dialoghi e dare vita ai personaggi nella mia testa. Ma, ancora prima di scrivere romanzi, ho passato gran parte della mia vita a mettere nero su bianco esperienze, emozioni, pensieri e riflessioni. Quando ho deciso di iniziare questo libro, mi sono accorta di avere già tante pagine che, in un certo senso, aspettavano solo di trovare il loro posto in una storia. Il vero passo è arrivato quando ho deciso di trasformare tutto questo in un romanzo. Da quel momento ho capito che scrivere non era solo una passione, ma il modo più naturale che avevo per esprimermi. E tante pagine già pronte stanno diventando nuovi romanzi.
2. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?
Sono sempre stata una grande lettrice. Alcuni libri mi hanno fatto ridere, altri piangere, altri ancora mi hanno dato la sensazione di essere tornata a casa. È stato proprio questo a farmi innamorare della scrittura: la possibilità di regalare a qualcuno un’emozione o un rifugio, anche solo per qualche ora.
3. Quando sei diventata scrittrice?
Per molto tempo avrei risposto: “Quando ho pubblicato il mio primo libro”. Oggi credo invece che si diventi scrittori quando si trova il coraggio di condividere una parte di sé con gli altri. Pubblicare è stato un traguardo importante, ma la vera emozione è arrivata quando i primi lettori mi hanno scritto dicendomi che si erano affezionati ai miei personaggi.
4. Vorresti essere pubblicata da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
Al momento sto vivendo con entusiasmo l’esperienza del self publishing. Mi permette di seguire ogni aspetto del libro, dalla copertina alla scelta della carta, fino al rapporto diretto con i lettori. Non escludo nulla per il futuro, ma credo che la “corsa alla casa editrice” debba avvenire, almeno in parte, al contrario. Più che inseguire una pubblicazione a tutti i costi, mi piace pensare che sia il progetto a parlare per sé: un libro dovrebbe avere una propria identità, una propria voce e qualcosa di unico da raccontare. Se un giorno una casa editrice si riconoscesse in questo percorso e decidesse di investire in una mia storia, sarebbe un incontro naturale, costruito sul valore del progetto e non sulla semplice ricerca di una pubblicazione. Credo che ogni autore debba scegliere il percorso che gli permette di raccontare le proprie storie nel modo più autentico.
5. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?
Più che un blocco, per me esiste il momento in cui una storia ha bisogno di essere ascoltata. Se una scena non funziona, raramente insisto. Preferisco fare una passeggiata, stare con i miei cani o immergermi nella natura. Molto spesso le idee arrivano proprio quando smetto di cercarle.
6. Perché hai deciso di diventare scrittrice?
Perché alcune storie continuavano a bussare alla porta. A un certo punto ho capito che non bastava più immaginarle: dovevo raccontarle. E se anche una sola persona, leggendo il mio libro, riuscirà a trovare un momento di serenità o un luogo in cui sentirsi a casa, allora ne sarà valsa la pena.
7. I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?
Sì, ma non tanto per promuovere un libro. Mi piace usarli per creare una comunità di persone che condividono gli stessi valori: l’amore per la lettura, la natura, i viaggi, gli animali e le piccole cose. Mi emoziona quando qualcuno mi scrive per raccontarmi cosa ha provato leggendo una scena o per mostrarmi il libro sul comodino di casa.
8. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?
Per me vengono sempre prima i personaggi. Ho bisogno di conoscerli davvero: capire come parlano, cosa li spaventa, cosa li fa sorridere, quali sono i loro difetti e le loro piccole abitudini. Solo dopo costruisco la trama intorno a loro. In fondo sono loro a guidare la storia, non il contrario.
Per creare un personaggio parto quasi sempre dalla realtà. Mi piace osservare le persone e prendere in prestito piccoli dettagli da ognuna: un’espressione, un modo di parlare, un gesto, un ricordo o un tratto del carattere. Poi li mescolo, fino a creare qualcuno di completamente nuovo.
C’è anche un piccolo rituale che accompagna ogni mio romanzo: prima di iniziare a scrivere, “prendo un caffè” con i miei personaggi. Ovviamente è un caffè immaginario, ma li faccio sedere davanti a me e comincio a fare loro domande. Immagino come risponderebbero, come si muoverebbero, le espressioni del loro viso, i silenzi, persino il modo in cui terrebbero la tazza tra le mani. È in quel momento che smettono di essere semplici idee e diventano persone con una voce tutta loro.
9. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?
Senza dubbio i personaggi. Una bella trama può incuriosire, ma sono i personaggi a farci restare. Sono loro che ci fanno ridere, arrabbiare, emozionare e, quando il libro finisce, sono loro che ci mancano. C’è però un altro elemento a cui tengo moltissimo: i luoghi. Nei miei romanzi non sono mai semplici ambientazioni, ma diventano dei veri e propri personaggi. Hanno una loro voce, un carattere e un’anima. Anche quando prendo ispirazione da luoghi reali, mi piace reinventarli, mescolarli con altri ricordi, aggiungere dettagli che li rendano unici e perfettamente in sintonia con la storia.
Proprio in questi giorni sto lavorando a un nuovo progetto in cui il luogo avrà un ruolo ancora più centrale, quasi come se fosse uno dei protagonisti. Per ora, però, mi fermo qui… non voglio rovinare la sorpresa!
10. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?
Cerco di leggerle con rispetto. Ogni lettore vive una storia in modo diverso e non tutti i libri possono parlare a tutti. Se una critica è argomentata, può diventare un’occasione per crescere. L’importante è ricordarsi che una recensione giudica un libro, non il valore della persona che lo ha scritto.
11. Che parte del tuo processo di scrittura è la più difficile?
Lasciare andare una storia. Quando arrivo all’ultima pagina provo sempre un misto di felicità e malinconia. Per mesi vivo accanto ai miei personaggi, li accompagno ogni giorno, e salutarli non è mai semplice. Anche quando il libro è finito, una parte di loro continua a restare con me.
12. Che consiglio dai ai nuovi autori?
Di non avere fretta. Oggi siamo abituati a voler vedere tutto e subito, ma una storia ha bisogno di tempo per maturare. Leggete tanto, scrivete ancora di più e non abbiate paura di riscrivere una pagina dieci volte. Ogni parola che cancellate vi avvicina a quella giusta.
13. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?
Di scegliere il percorso che sente più adatto a sé, senza lasciarsi influenzare troppo dalle aspettative degli altri. Che sia con una casa editrice o in self publishing, la cosa più importante è pubblicare un libro di cui essere orgogliosi. Il resto si costruisce con pazienza, passo dopo passo.
14. Quanti libri hai scritto finora?
Una casa nel bosco ed altri disastri è il mio romanzo d’esordio, ma non sarà l’ultimo. Se tutto andrà come previsto, un nuovo libro uscirà a settembre e un’altra storia dovrebbe arrivare a novembre.
Diciamo che avevo parecchie idee che aspettavano il momento giusto per vedere la luce! E, come se non bastasse, proprio in questi giorni sto iniziando un nuovo progetto. Sono ancora nella fase che preferisco: sto “prendendo un caffè” con i nuovi personaggi, cercando di conoscerli uno a uno. È il momento in cui tutto è ancora possibile… e, forse, anche quello più emozionante.
15. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?
Essendoci un solo romanzo pubblicato, la risposta sembrerebbe semplice! Una casa nel bosco ed altri disastri avrà sempre un posto speciale nel mio cuore perché è stato il primo. Ho riso con Anna, mi sono emozionata con Alex e, a un certo punto, ho avuto la sensazione che fossero loro a guidare me. Credo sia questo il regalo più bello che possa fare una storia a chi la scrive.
Però c’è una cosa che sto scoprendo: ogni libro ti lascia qualcosa di diverso. Sto lavorando a nuove storie e mi sto già affezionando ai personaggi che presto conosceranno anche i lettori. Chissà… magari tra qualche anno, se mi rifarete questa domanda, farò davvero fatica a scegliere.
16. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?
Posso dire che continuerà a parlare di persone, di animali, di legami e di quei luoghi che riescono a cambiare chi li attraversa. È ancora presto per svelare troppo, ma posso promettere che ci saranno nuove emozioni, nuovi personaggi di cui innamorarsi e un’atmosfera che, spero, farà sentire i lettori ancora una volta a casa.
17. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?
Il silenzio, una tazza di caffè e la natura. Molte idee arrivano durante una passeggiata con i cani o osservando qualcosa di semplice: un sentiero nel bosco, una finestra illuminata, il rumore della pioggia, una spiaggia al tramonto. Sono dettagli che poi trovano naturalmente posto nelle mie storie.
18. Quale autore famoso ritieni migliore?
È difficile sceglierne uno solo. Da lettrice cerco libri che sappiano emozionarmi più che impressionarmi. Amo gli autori che riescono a creare personaggi autentici e luoghi in cui viene voglia di restare ancora qualche pagina, perché sono proprio le emozioni a farmi ricordare una storia nel tempo.
19. Dove trovi le idee per i tuoi libri?
Ovunque. Una conversazione ascoltata per caso, un paesaggio, un viaggio, un cane incontrato durante una passeggiata, una casa intravista dietro un cancello o una domanda che continua a tornarmi in mente. Le idee sono dappertutto: bisogna solo imparare ad accorgersene.
20. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?
È una domanda divertente! In realtà, mentre scrivo, cerco di non immaginare attori reali. I miei personaggi hanno un volto tutto loro e preferisco lasciare anche ai lettori la libertà di immaginarli come desiderano. Credo sia uno degli aspetti più belli della lettura.
21. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?
Sì, e ne sono molto grata. Scrivere un libro richiede tempo, energia e tanta pazienza, non solo da parte dell’autore, ma anche di chi gli sta accanto. Sapere di avere persone che credono in me rende questo percorso ancora più speciale.
In particolare, il mio compagno mi ha fatto il regalo più prezioso che si possa fare a chi scrive: mi ha regalato il tempo.
Ho una vita piuttosto intensa, divisa tra il lavoro, gli animali, l’orto, il giardino e il campo cinofilo. Lui è l’unica persona che riesce davvero a sostituirmi quando ne ho bisogno, prendendosi cura di tutto con la stessa attenzione che metterei io. È come se riuscisse a essere il mio complemento naturale, permettendomi di ritagliarmi quelle ore di silenzio in cui le storie possono finalmente prendere forma.
Credo che ogni libro sia scritto da una sola persona, ma dietro ogni autore ci siano sempre persone che, in modi diversi, rendono possibile quel sogno. Nel mio caso, una parte di questo romanzo esiste anche grazie al tempo che lui mi ha donato.
22. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?
Sì, ed è probabilmente la parte più emozionante di tutto questo percorso. Ricevere un messaggio da qualcuno che mi racconta di aver sorriso, riso o trovato conforto tra le pagine del mio romanzo è qualcosa che non smette mai di sorprendermi. Ogni volta mi ricorda perché ho deciso di scrivere: creare storie capaci di accompagnare qualcuno, anche solo per qualche ora.
Grazie di cuore per avermi dedicato questo spazio e per aver dato voce al mio percorso.
Spero che Una casa nel bosco ed altri disastri possa regalare ai vostri lettori qualche ora di serenità, un sorriso e, magari, la sensazione di aver trovato un piccolo posto nel bosco da chiamare casa.
A presto… e buone letture!
Nina C. Appleton
Aggiungi commento
Commenti