π Eccoci qua, un anno dopo dall'intervista dello scrittore Giuseppe Capparelli, è passato un anno da quando abbiamo collaborato con lui e letto il suo libro Che ne sarà del mare?, di cui trovate la recensione qui sul blog.
Oggi vogliamo aprire le interviste d'agosto proprio con lui, per scoprire cos'è cambiato da un anno.
"Mi chiamo Giuseppe Capparelli e sono ancora qui, un anno dopo, e con un nuovo romanzo! L'anno scorso, il 12 giugno, BookaBook pubblicava "Che ne sarà del mare?" Il mio romanzo d'esordio. Rinnovo i miei ringraziamenti alle mie amiche del Club del Libro per avermi posto qualche domanda, con curiosità e interesse, già nell'anno precedente, e per averlo fatto anche quest'anno in occasione dell'uscita del mio secondo romanzo: "Dall'altra parte del Se", edito The Wall Edizioni."
ποΈ:Hai notato un cambiamento nel tuo stile di scrittura o nel tuo approccio alla narrazione?
La mia prospettiva di scrittura non è cambiata molto, continuo a scrivere e a farlo con molta gioia e senza mai annoiarmi. Tuttavia il mio bagaglio d'esperienza è sicuramente un minimo più ampio, e di questo ho fatto tanto tesoro. L'esordio come autore è andato bene, il primo romanzo ha visto stampate circa 400 copie, il che non è un numero per niente scontato visto come cammina l'editoria in Italia. Sono molto soddisfatto.
ποΈ:Qual è il tuo obiettivo per il prossimo anno come scrittore?
Quando pubblicai il primo romanzo entrai in contatto con diversi influencer, e feci loro una domanda: puoi aiutarmi a crescere e a migliorare? Quello che mi interessava, e che mi interessa tutt'ora, non è la recensione perfetta ma il consiglio e la critica costruttiva. Il nuovo romanzo è frutto di quei consigli, di quegli appunti e quei bei dialoghi avuti con le persone che lo hanno letto e amato il mio libro. Dunque, ho potuto apporre diversi miglioramenti alla mia narrazione, pur mantenendo il mio stile.
ποΈ:Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori e come ti aspetti che evolva nel futuro?
La speranza è quella di riuscire a crescere e iniziare a visitare qualche fiera come autore. Poter portare personalmente i miei libri ai lettori sarebbe un'esperienza da vivere e penso che potrebbe lasciare qualche bel ricordo!
ποΈ:Ci sono stati momenti in cui hai dubitato della tua scelta di diventare uno scrittore? Come li hai superati?
Immagino che chiunque intraprenda questa via si sia domandato, almeno una volta, se sta facendo la cosa giusta. Certamente ci sono stati alcuni momenti di "buio" ma proprio il mio nuovo romanzo, in un suo estratto, mi ricorda che non bisogna "avere paura delle ombre, vuol dire soltanto che c'è una luce vicino".
ποΈ:Qual è il tuo progetto attuale e cosa ci puoi dire al riguardo?
In attesa della valutazione della famosa trilogia fantasy, di cui feci un accenno nella precedente intervista, mi sto cimentando in un (Motor) sport romance, un progetto un po' più ampio che certamente ci vorrà del tempo per vedere la luce ma che, prometto, potrà essere godibile anche per chi ama i motori, non soltanto le storie d'amore. Essendo io amante delle quattro ruote, sto lavorando a una storia (probabilmente in più libri) che ha come protagonista una giovane ragazza, promessa del Motorsport dei campionati GT ma non voglio fare spoiler!
ποΈ:Come pensi che la tecnologia e i social media abbiano influenzato la scrittura e la pubblicazione?
Potrei dare due risposte a quest'ultima domanda. La prima, più oggettiva, è che penso che i social e la tecnologia abbiano lievemente danneggiato quella che è l'autenticità dello scrittore e del campo dell'editoria. Oggi un autore deve essere influencer, intrattenitore, video maker, animatore, presente con costanza e metterci la faccia. Non per tutti è facile fare questo, poiché viviamo in un'epoca che scorre veloce e ci impone di seguirla al suo passo, quando troppo spesso abbiamo bisogno di andare al ritmo del nostro. La seconda risposta, più personale: sinceramente non ho impiegato molte energie nella pubblicizzazione del mio primo romanzo, un po' per tempo (di lavoro) e un po' perché non sono propriamente capace. Collegandomi alla prima risposta, appartengo a quella categoria di persone che fatica a sfruttare le tecnologie moderne! Tuttavia penso che, se utilizzate in maniera corretta, tante funzioni possono essere veri e propri strumenti per il proprio lavoro.
β³
Messaggio per IL te del futuro:
Che dire? Non mi piace guardare troppo avanti, ma se ci ritroveremo di nuovo qui, con una nuova intervista, ti faccio i complimenti per aver continuato a credere in te stesso.
Continua a farlo fino a che ti sarà concesso!
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