Intervista a Camilla Morandini

Pubblicato il 17 agosto 2026 alle ore 12:00

Oggi vi presentiamo una giovane autrice!

"Ciao! Sono Camilla Morandini, ho 24 anni e sono una grafica, social media manager e scrittrice.

Ho sempre avuto una grande passione per le storie, soprattutto per quelle capaci di trasportarci lontano dalla quotidianità e di farci vivere emozioni attraverso personaggi e mondi immaginari. Scrivere, per me, significa dare forma a tutto ciò che spesso non riesco a esprimere diversamente.

Nel mio romanzo, Le Cronache di Fuoco e Sangue: Il Serpente e il Drago, ho racchiuso il mio amore per il fantasy, i draghi, la magia e le storie in cui i protagonisti devono trovare il coraggio di scegliere chi desiderano davvero essere."

  1. Quando hai iniziato a scrivere?

Mi è sempre piaciuto inventare storie nella mia testa, immaginare personaggi, dialoghi e mondi nei quali perdermi. Per molto tempo, però, quelle storie sono rimaste soltanto nella mia immaginazione.

Ho iniziato davvero a scrivere e a mettere le mie idee su carta quando è nato questo libro. È stato il primo progetto che mi ha spinta a trasformare ciò che avevo nella mente in una storia completa, dando finalmente una voce e una forma concreta ai personaggi che avevo immaginato.

  1. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?

Mi sono avvicinata alla scrittura grazie al mio amore per la lettura e per le storie. Ho sempre amato perdermi nei libri e vivere, anche solo per qualche ora, in mondi diversi dal mio. A un certo punto ho sentito il bisogno di creare io stessa quei mondi, di inventare personaggi e di raccontare le emozioni che avevo dentro.

  1. Quando sei diventato scrittore?

Credo che sia difficile individuare un momento preciso. Forse sono diventata davvero una scrittrice quando ho smesso di considerare la scrittura soltanto un sogno e ho iniziato a dedicarle tempo, costanza e impegno.

La pubblicazione del mio libro è stata sicuramente una conferma importante, ma penso che si diventi scrittori molto prima: nel momento in cui si sceglie di credere seriamente nelle proprie storie.

  1. Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?

Ho scelto il percorso con una casa editrice e sono felice di averlo fatto. Il mio libro è stato pubblicato da bookabook, che mi ha accompagnata durante le diverse fasi del percorso editoriale.

Avere accanto dei professionisti è stato importante, perché pubblicare un libro non significa soltanto scriverlo: ci sono la revisione, la grafica, la copertina, la distribuzione e la promozione. Allo stesso tempo, penso che anche la pubblicazione indipendente possa essere una strada valida, se affrontata con consapevolezza e preparazione.

  1. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?

Quando mi capita di attraversare un momento di blocco, cerco di non sforzarmi e di non obbligarmi a scrivere a tutti i costi. Preferisco staccare completamente e dedicarmi ad altro: ascolto musica, guardo un anime o un film, leggo e lascio che la mente si riposi.

Ho imparato a concedermi il tempo di cui ho bisogno, senza sentirmi in colpa. Spesso le idee tornano proprio quando smetto di inseguirle e ritrovo spontaneamente il desiderio di scrivere.

  1. Perché hai deciso di diventare scrittore?

Perché scrivere mi permette di essere completamente me stessa. Attraverso le storie posso esplorare emozioni, paure e desideri, ma anche creare mondi nei quali tutto sembra possibile.

Ho deciso di diventare scrittrice perché non riuscivo a immaginare di lasciare tutte quelle storie soltanto nella mia mente. Sentivo il bisogno di condividerle e di permettere ad altre persone di incontrare i miei personaggi.

  1. I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?

Sì, soprattutto perché lavoro anche come social media manager e conosco le possibilità offerte da questi strumenti. I social permettono agli autori di raccontare non soltanto il libro, ma anche tutto ciò che esiste dietro la sua nascita: l’ispirazione, la scrittura, le difficoltà, i personaggi e le emozioni.

Credo che siano importanti anche per creare un rapporto più diretto con i lettori. Cerco però di ricordare sempre che la visibilità non deve diventare più importante della storia stessa.

  1. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?

Parto sempre da un personaggio, da una scena o da un’immagine molto precisa. Da lì comincio a chiedermi chi sia quella persona, cosa desideri e quali ostacoli dovrà affrontare.

La trama nasce gradualmente intorno ai personaggi. Prima di iniziare a scrivere preparo una struttura generale, ma lascio anche spazio all’istinto, perché durante la scrittura i personaggi possono sorprendere e condurre la storia in direzioni inaspettate.

Per il mio romanzo sono partita dalla figura di Astryd, una giovane principessa che viene designata erede al trono in un regno ancora legato a tradizioni patriarcali. Intorno a lei si sono poi sviluppati il mondo, i draghi, i personaggi principali e secondari, gli intrighi politici e il viaggio che dovrà affrontare.

  1. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?

Per me sono essenziali soprattutto i personaggi. Una trama può essere ricca di avvenimenti, colpi di scena e ambientazioni spettacolari, ma sono i personaggi a permettere al lettore di provare davvero qualcosa.

Tutti loro rispecchiano tratti o della mia personalità, emozioni che ho vissuto oppure caratteristiche di persone che conosco. Attraverso di loro cerco di raccontare sentimenti, paure, fragilità e desideri in modo autentico, con la speranza che chi legge possa riconoscersi, comprendere meglio determinate emozioni o sentirsi meno solo.

Credo che, quando un personaggio riesce a trasmettere qualcosa di vero, anche un mondo completamente fantastico possa sembrare reale.

  1. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?

Il mio libro è uscito da poco, quindi non ho ancora avuto modo di ricevere recensioni negative. Se dovesse accadere, cercherò di accoglierle con maturità, anche se immagino che non sarà sempre semplice, perché un libro contiene molto di chi lo ha scritto.

Cercherò soprattutto di distinguere le critiche costruttive dai commenti espressi soltanto per ferire. Le prime possono aiutarmi a crescere e a migliorare, mentre le seconde non devono mettere in discussione il valore del mio percorso.

Penso sia importante ricordare che nessun libro può piacere a tutti: ogni lettore si avvicina a una storia con gusti, esperienze e aspettative differenti.

  1. Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile?

La parte più difficile del mio processo di scrittura è sicuramente la creazione dei dialoghi. Cerco sempre di renderli naturali, credibili e coerenti con la personalità di ogni personaggio, evitando che risultino forzati o troppo costruiti.

A volte, però, trovo difficile capire cosa potrebbe dire davvero un personaggio in una determinata situazione e quale sia il modo più autentico per esprimere ciò che prova.

  1. Che consiglio dai ai nuovi autori?

L’unico consiglio che mi sento davvero di dare è di buttarsi e scrivere quella storia che hanno nella testa, anche se non sono ancora sicuri di volerlo fare o temono che non sia abbastanza.

Scrivetela prima di tutto per voi stessi, per sentirvi più leggeri e per riuscire a tirare fuori tutto ciò che avete dentro. Non pensate subito a come andrà, a quante persone la leggeranno o a dove potrà arrivare. A volte il valore più grande della scrittura sta proprio nel coraggio di trasformare qualcosa di vostro in parole, indipendentemente dal risultato.

  1. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?

Gli direi di informarsi con attenzione sulle diverse possibilità editoriali e di non avere fretta. Prima di inviare un manoscritto è importante rileggerlo, revisionarlo e, quando possibile, affidarlo anche a persone competenti.

Gli direi inoltre di non lasciarsi scoraggiare dai rifiuti. Un rifiuto non stabilisce il valore definitivo di una storia. Pubblicare richiede pazienza, determinazione e anche la capacità di proteggere la propria voce.

  1. Quanti libri hai scritto finora?

Finora ho scritto Le Cronache di Fuoco e Sangue: Il Serpente e il Drago, il mio primo romanzo fantasy pubblicato, ma nel tempo ho lavorato anche ad altre storie ancora in fase di sviluppo.

  1. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?

Non posso ancora dare una vera risposta a questa domanda, perché finora ho scritto soltanto Le Cronache di Fuoco e Sangue. È quindi inevitabilmente il libro a cui sono più legata: rappresenta la mia prima esperienza completa di scrittura e la storia con cui ho trasformato per la prima volta le mie idee in qualcosa di concreto.

  1. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?

Mi piacerebbe che il mio prossimo libro fosse il seguito di Le Cronache di Fuoco e Sangue, perché ho ancora molto da raccontare su questo mondo e sui suoi personaggi.

Nel frattempo, però, ho anche altre tre o quattro storie in bozza. Sono progetti molto diversi tra loro e, con il tempo, valuterò quale portare avanti per prima.

  1. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?

Mi aiuta soprattutto creare l’atmosfera giusta. Spesso ascolto musica strumentale, colonne sonore o playlist che richiamano il tono della scena che sto scrivendo.

Preferisco scrivere durante i mesi più freddi, soprattutto in autunno e in inverno. Di solito mi metto alla scrivania, accendo una candela profumata o dell’incenso, preparo una tisana e lascio che la musica mi accompagni. Sono piccoli rituali che mi aiutano a entrare completamente nella storia e a concentrarmi.

  1. Quale autore famoso ritieni migliore?

Per me non esiste un autore famoso che possa essere considerato il migliore in assoluto, perché ogni scrittore ha uno stile, una sensibilità e un modo diverso di raccontare.

Posso però citare alcuni autori che apprezzo molto: George R. R. Martin, Andrzej Sapkowski, Douglas Adams, Antoine de Saint-Exupéry e Sarah J. Maas. Sono autori molto diversi tra loro, ma ognuno mi ha colpita per il modo in cui costruisce mondi, personaggi, emozioni o riflessioni capaci di restare nel tempo.

  1. Dove trovi le idee per i tuoi libri?

L’idea per Le Cronache di Fuoco e Sangue mi è arrivata quasi come un sogno (si sembra molto assurdo), mentre mi trovavo in quella fase sospesa tra il sonno e la veglia. Da quella prima immagine ho iniziato poco alla volta a sviluppare la storia, i personaggi e il mondo che li circonda.

In generale, però, trovo molta ispirazione nella musica. Mi piace mettere le cuffiette, fare una passeggiata e lasciarmi guidare dalle canzoni. Mentre cammino, nella mia testa iniziano a prendere forma scene, dialoghi e momenti della storia, come se stessi guardando un film.

  1. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?

Se Le Cronache di Fuoco e Sangue diventasse un film o una serie, per Gaeron immaginerei Henry Cavill, con un aspetto e un’interpretazione simili a quelli di Geralt di Rivia.

Per Astryd da ragazza mi piacerebbe Milly Alcock, mentre per la versione adulta del personaggio sceglierei Abigail Cowen. Yria, invece, la immagino interpretata da Simone Ashley, mentre per Ethan vedrei molto bene Joe Keery.

Per Alric sceglierei Danny Griffin, mentre per Roman immaginerei Ewan Mitchell.

Snik, infine, me lo sono sempre immaginato simile a Maiastrillo di Spiderwick: una creatura particolare, espressiva e immediatamente riconoscibile.

  1. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?

Penso di sì. Credo che siano contenti del percorso che sto facendo e del fatto che sia riuscita a trasformare una mia idea in un libro.

  1. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?

l libro è uscito da appena una settimana, quindi non ho ancora ricevuto veri e propri feedback o commenti da parte dei lettori. Ho però ricevuto alcune richieste di collaborazione da lettrici e booktoker interessate a leggere il libro e a parlarne sui loro canali, e questo mi ha fatto molto piacere.

 

 

 

 

Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno scelto o sceglieranno di entrare nel mondo di Lirendor e di accompagnare Astryd nel suo viaggio. Pubblicare questo libro ha significato trasformare un sogno custodito per molto tempo in qualcosa di reale.

Spero che i lettori possano affezionarsi ai personaggi, emozionarsi, arrabbiarsi e perdersi tra magia, draghi, intrighi e sentimenti. E soprattutto spero che, arrivati all’ultima pagina, sentano di aver lasciato una piccola parte di sé in quel mondo.

Grazie per avermi dato la possibilità di raccontarmi e di parlare della mia passione più grande. Un abbraccio e buona lettura!

Camilla Morandini


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