Intervista a Christian Cambone

Pubblicato il 17 settembre 2026 alle ore 10:30

Apriamo settembre con un nuovo scrittore, Christian!

Eccomi, sono Christian!
Sono un docente (apprendista) della Scuola secondaria con una forte passione per le lingue e le culture straniere, e naturalmente per la scrittura (poesia e narrativa).
Nel mio tempo libero, tra un respiro e l’altro – sì, ogni tanto respiro –, leggo molto (narrativa contemporanea, classici, romanzi storici, qualche thriller e qualche saggio) e cucino; e, appena posso, viaggio. Viaggiare è davvero un altro tipo di lettura, lettura delle persone come libri e delle vite in altri Paesi come libri presi da uno scaffale infinito.

1. Quando hai iniziato a scrivere?

All’asilo (le prime lettere) e poi alle elementari. La maestra C. assegnava il tema in classe ogni n settimane e il giorno del tema la mia mente era in subbuglio: ricevuta la consegna, fissavo il foglio bianco, mi mettevo a pensare e pensare guardando gli altri scrivere con una certa tranquillità; trovato il punto di partenza, iniziavo anche io, la penna scorreva come un fiume, forse incapace di gestire la mia mente e il loro rapporto. E finivo per scrivere un bel protocollino…

2. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?

Credo che la “colpevole” sia la lettura, e quindi una figura importante in quella direzione: una figura femminile, una divinità minore che mi ha fatto conoscere le fiabe e le favole più belle della storia dell’umanità; e quante volte l’ho costretta a leggermi Cenerentola, La sirenetta, Biancaneve e i sette nani, La piccola fiammiferaia, Il soldatino di piombo, Il lupo e i sette capretti, Raperonzolo, e tantissime altre.. Grazie, ovunque tu sia!

3. Quando sei diventato scrittore?

Immagino che parte della risposta a questa domanda si trovi nella precedente.. In ogni caso, ho iniziato a scrivere qualche poesia ai tempi del Liceo, senza darvi troppa importanza; qualche anno fa ho ripreso e inviato le mie liriche a qualche concorso (Niccolò Bizzarri per esempio) e a gennaio 2026 ho finalmente inviato la mia raccolta a Pathos Edizioni, riuscendo a pubblicare nel mese di marzo il libro finito e portandolo (forse mi ha accompagnato lui…) al Salone del Libro (2026) a Torino.

4. Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?

Vorrei continuare ad essere pubblicato, è bello esser parte di una comunità, di una gilda di letterati e poeti.

5. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?

Caspita, come quella di tutti e non come quella di tuttÉ™… A volte mi faccio prendere, a volte lo combatto; ma forse apprezzo la sua compagnia, se non ci fosse il blocco probabilmente non ci potrebbe nemmeno poi essere la voglia di scrivere…. E quindi non esisterebbero libri… Supposizione mia. 

6. Perché hai deciso di diventare scrittore?

Perché sembrava figo… No, scherzo! Perché esprimersi a parole è difficile, non avere la possibilità di riflettere e registrare i pensieri per poi metterli in una certa forma prima di pronunciarli ad alta voce è un RISCHIO, è quasi terribile… Scrivere, invece, lo consente, facilita, permette. Di fare tutto questo.   

7. I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?

Sì, molto importante, poiché attraverso di essi posso raggiungere i miei potenziali lettori, posso condividere la mia vita di scrittore emergente, posso condividere i passi che conducono alla nascita dell’opera a cui mi sto dedicando in un dato momento e posso far vedere ciò che succede, nei limiti del possibile, nella mia testa…

8. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?

Risalgo alle persone che conosco, a volte, scendo dai principi verso la realtà… A volte. Invento di sana pianta, a volte. 

9. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?

Cerco l’equilibrio costante tra questi due elementi: se do precedenza alla trama è perché certi valori sono universali, certe necessità sono condivise e a tal punto da non aver bisogno di essere portate sul palco da qualcuno in particolare; se do precedenza a certi personaggi è perché non sempre tutti possono parlare, dunque dar voce a quei personaggi spesso zittiti dà loro – sì, è pleonastico e me ne rendo conto – la possibilità di essere ascoltati. In molte occasioni, è tutto ciò che conta! Se si ascolta, si può iniziare a comprendere; una volta compreso, bisognerebbe passare all’azione… Ma se nemmeno si ascolta… E io mi definisco, in genere, un buon ascoltatore!

10. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?

Sono sempre delle recensioni… Perlomeno, qualcuno l’ha letto prima di criticarlo, vuol dire tanto…

11. Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile? Continuare, dare corpo al testo… Si possono avere le idee giuste, ma a volte non ridurle ad una pagina è difficile. Gli scrittori devono anche far questo: far lavorare il lettore, perché il libro ha davvero bisogno di un Lettore (cfr. Umberto Eco, Lector in fabula e Opera Aperta) per fare qualcosa… Diversamente, starebbe fermo lì a prender polvere…

12. Che consiglio dai ai nuovi autori?

Credeteci e scrivete! Lo devo ricordare anche a me stesso, sono nuovo pure io in questo mondo!

13. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?

Fallo, provaci in ogni modo! Come le cose che si hanno in mente: ditele! O potrebbero farlo altri, oppure potrebbe non dirle nessuno (molto peggio!)

14. Quanti libri hai scritto finora?

Una raccolta di poesie, Poesie per un concorso e altre liriche (Pathos Edizioni). Al momento attendo la valutazione, da parte di varie case editrici, del mio primo romanzo…

15. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?

Entrambi (i precedenti)!

16. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?

Un thriller in inglese, ambientato in giro per il mondo, che racconta di … Il protagonista è un quarantenne che balla e che trova un misterioso pacchetto, un giorno, davanti al giardino di casa sua in Veneto…

17. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?

Mmh, la musica. Classica, da Brahms a Vivaldi, da Yiruma a Satie ad Einaudi ecc. … Pop (rock) e soul e canzone italiana, da Mary J. Blige ad Aretha Franklin, da Anastacia a Whitney Houston, fino a Patty Pravo e Nada, De Gregori, Mina; di nuovo, dagli U2 a Phil Collins a Serena Brancale.. Ai The Kolors..Quale autore famoso ritieni migliore? Woolf

18. Dove trovi le idee per i tuoi libri?

Nella mia mente, guardando le vetrine e osservando le persone che incontro al mercato, per la città, in viaggio….

19. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?

Per una fiction italiana, direi Nicolas Maupas, Luisa Ranieri e Matteo Oscar Giuggioli.. Per una produzione straniera, mi piacerebbe vedere Asa Butterfield, Meryl Streep ed Emma Stone..

20. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?

Sì, come tutte le famiglie.

21. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?

Qualcuno mi ha contattato, altri mi contatteranno in futuro.. Una lettrice si concentra sul mio talento – parola sua – di associare riferimenti e pensieri; un’altra dice di essere stata trasportata nei miei pensieri e nelle mie emozioni… Pagando il biglietto, aggiungo io.

 

 

 

 

 

Un’opportunità fantastica, questa di condividere quello in cui credo, una delle cose in cui credo, la necessità della cultura e della sua diffusione con ogni mezzo possibile. La cultura può davvero salvarci, noi stessi e gli altri, il nostro mondo, la nostra esistenza… Crediamoci. Tutti. Un po’ di +.

Grazie!

Christian Cambone 


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