📆 Eccoci con la nostra cara Erika, un anno dopo la sua prima intervista con noi!
"Mi chiamo Barbieri Erika e sono una fisioterapista con la passione per la lettura e per la scrittura. Ho pubblicato tre romanzi (A piedi nudi sull’erba, Con l’arcobaleno nel cuore e Trenta secondi), e tra qualche settimana arriverà su Amazon anche il quarto (Sei ovunque). Fanno tutti parte della Sunrise Series, i primi tre raccontano la storia di Ale e Giulia (i primi due sono interamente pov Giulia, il terzo, invece, è pov Ale); il quarto è il racconto di Tommaso, il migliore amico di entrambi, e avrà un doppio pov."
"È stato un anno di forti cambiamenti personali, che mi hanno messa in serie difficoltà emotiva. Ho avuto un grosso blocco per quanto riguardo la scrittura, blocco che sto cercando di superare scrivendo ogni giorno un pezzetto della storia di Edo e Chiara, il mio quinto romanzo, e mantenendo attivo il mio blog personale."
🎙️: Come è cambiata la tua prospettiva sulla scrittura dopo un anno? Quali sono stati i principali fattori che hanno influenzato questo cambiamento?
Dopo un anno di lavoro continuo, la mia prospettiva sulla scrittura è cambiata parecchio.
Ho sempre scritto in modo istintivo: mi siedo, lascio fluire le idee e costruisco la storia capitolo dopo capitolo, senza schemi né mappe. Oggi quel modo di scrivere è diventato più consapevole. Ho imparato a riconoscere cosa funziona, cosa va limato, cosa merita spazio e cosa invece va lasciato andare. Mi sono accorta che ciò che nasce nella mia testa può davvero toccare qualcuno, e questo mi spinge a essere più attenta, più precisa, più responsabile. In sintesi, scrivo ancora “a braccio”, ma con un occhio più allenato. La spontaneità è rimasta, la visione è cresciuta.
🎙️: Hai notato un cambiamento nel tuo stile di scrittura o nel tuo approccio alla narrazione?
Sì, nell’ultimo anno ho notato un cambiamento nel mio stile di scrittura e nel modo in cui costruisco le storie. All’inizio seguivo l’emozione del momento, lasciavo che fossero i personaggi a guidarmi e non mi preoccupavo troppo della struttura. Con il tempo, però, qualcosa è maturato: ho iniziato a prestare più attenzione al ritmo, alle pause e ai dettagli.
Anche il mio stile si è evoluto. È rimasto sensoriale e introspettivo, ma oggi è più pulito, più preciso, più attento alle sfumature emotive. Ho imparato a dosare la malinconia, a lasciare spazio ai silenzi, a far parlare i luoghi — quelli reali che entrano nei romanzi e che, col tempo, sono diventati parte del mio modo di raccontare.
🎙️: Qual è il tuo obiettivo per il prossimo anno come scrittore?
Vorrei continuare a scrivere con la stessa spontaneità che mi ha sempre accompagnata, ma con una struttura più solida alle spalle. Non si tratta di cambiare il mio modo di lavorare, ma di affinarlo: capire meglio cosa voglio raccontare, come farlo arrivare, quali emozioni meritano spazio e quali invece funzionano solo se dosate.
Vorrei anche dedicarmi a progetti che mi permettano di esplorare nuove sfumature del mio stile: storie più mature, più profonde, più radicate nei luoghi e nelle esperienze che mi hanno formata. E poi c’è un obiettivo semplice ma fondamentale: mantenere la costanza. Scrivere con regolarità, senza aspettare l’ispirazione perfetta, perché ho imparato che la scrittura cresce soprattutto nei giorni normali.
🎙️: Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori e come ti aspetti che evolva nel futuro?
Il mio rapporto con i lettori è fatto di ascolto e di gratitudine. Non li considero numeri o visualizzazioni: per me sono persone che scelgono di dedicare tempo alle mie storie, e questa è una responsabilità che sento molto. Mi piace l’idea di un rapporto autentico, dove non c’è distanza né formalità, ma un dialogo sincero: loro leggono, io cerco di capire cosa li ha toccati, cosa li ha fatti fermare su una frase, cosa li ha accompagnati in un momento particolare della loro vita.
Nel futuro mi piacerebbe che questo rapporto crescesse ancora, diventando più stabile e più profondo. Vorrei che i lettori si sentissero parte del percorso, che percepissero la mia evoluzione. Mi piacerebbe anche creare uno spazio dove il confronto sia naturale, dove i commenti e le critiche siano ben accetti, dove chiunque si senta libero di dare la propria opinione.
🎙️: Ci sono stati momenti in cui hai dubitato della tua scelta di diventare uno scrittore? Come li hai superati?
Sì, ci sono stati momenti in cui ho dubitato della mia scelta, non tanto perché non amassi scrivere, ma perché la scrittura ti mette inevitabilmente davanti alle tue fragilità: la paura di non essere all’altezza o di non riuscire ad arrivare al lettore come vorresti, il timore del giudizio, la sensazione di non avere abbastanza da dire. A volte bastava un commento, un confronto, un periodo di stanchezza per farmi chiedere se stessi davvero facendo la cosa giusta.
Quello su cui ho cercato di concentrarmi è stato ascoltare i lettori. Non tanto i complimenti, quanto quei messaggi in cui qualcuno mi diceva che una frase gli era rimasta addosso, che un luogo gli aveva ricordato qualcosa, che una scena gli aveva fatto compagnia. In quei momenti ho capito che la scrittura è un ponte: se quel ponte serve a qualcuno, allora vale la pena continuare a costruirlo.
🎙️: Qual è il tuo progetto attuale e cosa ci puoi dire al riguardo?
Al momento sto gestendo il mio blocco dello scrittore cercando di mantenere vivo il mio blog personale (The Real Slim Backstage, su Wordpress.com). La mia editor Roberta Runcio mi ha dato l’idea di creare uno spazio che racchiuda le storie e i racconti degli amici di Ale e Giulia, un modo per dare voce ai loro pensieri e alle loro emozioni. Alcuni avvenimenti sono descritti dal loro punto di vista, altri saranno completamente nuovi, come tessere di un puzzle che si incastrano con gli eventi principali, ma narrati da voci diverse rispetto a quelle che avete trovato nei romanzi.
In contemporanea, sto scrivendo il quinto romanzo, la storia di Edo e Chiara, e ho abbozzato il sesto, che narrerà di Leo e Alice.
🎙️: Come pensi che la tecnologia e i social media abbiano influenzato la scrittura e la pubblicazione?
Credo che la tecnologia e i social media abbiano trasformato profondamente il modo di scrivere e di pubblicare. Da un lato hanno reso tutto più immediato: oggi un autore può condividere un capitolo, una scena, un pensiero e raggiungere i lettori in pochi secondi. Questo crea un rapporto diretto, che può diventare una fonte di motivazione e di confronto continuo.
Dall’altro lato, però, la tecnologia ha cambiato anche il ritmo della scrittura. I social chiedono contenuti veloci, emozioni immediate, frasi che colpiscono. E questo, a volte, può influenzare il modo in cui si costruiscono le storie: più attenzione ai momenti che “arrivano”, più cura per ciò che può essere condiviso, meno paura di mostrare il dietro le quinte del processo creativo.
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Il messaggio per il futuro...Di Erika per Erika
"Ricordati che hai costruito cose che non pensavi di meritare, e che hai lasciato andare cose che non pensavi di riuscire a lasciare, e che la malinconia non è un difetto, ma un modo di guardare il mondo con più profondità.
Ma soprattutto: non correre. Le stagioni interiori arrivano quando vogliono, non quando le chiami."
"Ci tengo a ringraziare moltissimo le ragazze del Club del libro per tutta la visibilità che mi hanno dato, per il loro sostegno in questi mesi e per la loro presenza accanto ai miei romanzi. Grazie davvero!"
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