Intervista a Joy Anne Stone

Pubblicato il 5 ottobre 2026 alle ore 10:00

Joy è una nuova scrittrice che abbiamo conosciuto e siamo entrate nel suo cozy cottage, quindi adesso sta a noi presentarvela!

"Ciao, sono Joy Anne Stone un’ottimista di natura, che ama i colori e mi definisco un’Autumn girl perché è in questa stagione che ritrovo me stessa.

A tredici anni già avevo interi mondi nella testa, oggi sono un’adulta che quella fantasia riesce a trascriverla a parole.

La mia prima storia trova posto su Amazon da autrice indipendente dopo anni di revisioni e editing, nel Settembre 2025 Memories of Us permette di farmi arrivare ad alcune lettrici che lo hanno amato e oggi sono il mio supporto emotivo.  

Dopodiché, sono arrivati Diana e Julius, sempre da autrice indipendente, con la pallanuoto (sport che mi affascina da sempre) e il loro “fallo d’amore”, Failing at Love.

Al momento sono impegnata nell’editing del mio terzo romanzo e sequel di Memories of Us, però altri progetti bollono nel mio “calderone magico” e spero che possano arrivare ai cuori dei lettori come è stato con le mie storie precedenti. "

  1. Quando hai iniziato a scrivere?

In modo serio nell’estate dei miei diciassette anni, prima di allora i miei racconti erano pensieri trascritti in un vecchio diario. 

  1. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?

Il bisogno di evadere da una realtà difficile, di poter dare sfogo a tutte quelle emozioni e pensieri che non riuscivo mai a esternare. Forse è per questo che i miei personaggi hanno così tanti traumi, però l’happy ending è sempre assicurato, ahah.

  1. Quando sei diventato scrittore?

Scrittrice da sempre, autrice da qualche anno.

  1. Vorresti essere pubblicato da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?

Domanda difficile per la mia ansia. Ciò che posso dire è che ho ricevuto delle proposte da CE quando ho provato a proporre i miei manoscritti, ma le mie paure e insicurezze hanno avuto la meglio e fatto decidere che forse non era ancora il momento di fare quel passo. Poi chissà, mai dire mai nella vita :-)

  1. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?

Siamo molto, molto, molto intimi ahah. No, scherzo, a volte è normale restare bloccati, siamo esseri umani con tante paure e insicurezze e ciò ci porta a chiderci se stiamo facendo bene o male, poi mi ricordo cos’è per me la scrittura e la motivazione ritorna.

  1. Perché hai deciso di diventare scrittore?

Scrivere è sempre stata un’estensione di me, non è mai esistita Joy senza intere storie buttate giù in un vecchio pc. Ho provato altre strade, altri lavori, ma torno sempre da lei, anche se stanca, anche se avvilita, è ciò che mi fa sentire di appartanere a qualcosa: la scrittura è ciò che sono davvero. 

  1. I social media svolgono un ruolo importante per te come autore?

In un mondo ormai digitalizzato i social media sono fondamentali per promuoversi e farsi conoscere, nonostante non sia facile emergere. Ormai è impossibile essere conosciuto solo tramite gli scaffali di una libreria. 

  1. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama?

Dipende dal bisogno di cosa voglio raccontare. Failing at Love è stata una di quella scritture di pancia, un giorno mi sono svegliata e le parole e la trama hanno iniziato a sviscerarsi come un fiume in piena in un file su dropbox: possiamo dire che Julius e Diana si sono imposti nella mia mente e costruiti da soli.

Discorso diverso per Memories of Us, era partito come un retelling di “Orgoglio e Pregiudizio”, uno dei miei classici preferiti, però poi ha cambiato direzione, anche se il tema resta quello di una donna che si scontra con una realtà che la vorrebbe in silenzio e docile ma non ci sta e combatte per avere i suoi spazi e libertà.

  1. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?

Non ci sarebbe una trama senza personaggi né personaggi senza una trama, sono concatenati e indispensabili l’una per gli altri.

  1. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?

Se sono costruttive ben vengano, in quel caso possono aiutare l’autore a comprendere cosa funziona e cosa no nel suo lavoro. Se sono fatte con cattiveria o mono stelle senza spiegazione… diciamo che piango in un angolo per un’ora, però poi mi ricordo che c’è chi ha amato le mie storie e ritorno a fare ciò che amo: scrivere.

  1. Quale parte del tuo processo di scrittura è il più difficile?

L’editing senza ombra di dubbio, per natura sono una persona molto protettiva con ciò che ama, quindi non è semplice dover accettare di cambiare alcune cose e aspetti della storia, però quando capisco che la renderebbero incongruente, seppur a malincuore, devo dare ragione alla mia editor. 

  1. Che consiglio dai ai nuovi autori?

Questa domanda mi mette in difficoltà perché non credo di avere le competenze necessarie per poter dare consigli, ma forse un incoraggiamento come mi è stato dato a mio tempo: fate ciò che amate, sempre. Se scrivere vi fa stare bene ed è la vostra strada coltivate questo hobby… e perché no, mettetevi in discussione, ciò potrebbe aiutarvi a migliorare. 

  1. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?

Benvenuta/o in questo mondo appagante quanto sfiancante. Il lato positivo? Diventi poliedrico. Quello negativo? Hai da gestire i social, fare marketing e promozione, studiare il mercato editoriale e litigare con amazon, perché ve lo dico in tutta sincerità, dà sempre delle grane da gestire ahah.   

  1. Quanti libri hai scritto finora?

Pubblicati: 2

In fase di editing: 1

Completati e in attesa di trovare il loro posto: 1

In fase di scrittura: 1.

  1. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?

A mani basse Failing at Love.

  1. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?

Si tratta del sequel di Memories of Us, anch’esso un romanzo contemporaneo dalle tinte mistery dove tutti i nodi del primo libro verranno al pettine e il puzzle sarà finalmente completo.

  1. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?

A volte la muscia, altre il silenzio, ciò in cui non riuscirei mai, però, è la confusione.

  1. Quale autore famoso ritieni migliore?

Non penso esistano autori migliori o peggiori, c’è ciò che piace e ciò che non piace. Al momento l’autrice che amo di più è Ali Hazelwood, ma c’è anche Sparks, King e Wulf Dorn, anche se scrivono stili diversi.

  1. Dove trovi le idee per i tuoi libri?

È colpa dei folletti nella mia testa, si ubiacano e poi partoriscono idee malsane, che detta così mi regala un posto di solo andata per psichiatria di sicuro, ahah. 

Torno seria, giuro. 

Be’, a volte dall’ascolto di qualche canzone o musica che riescono a evocare nella mia testa delle scene e dare il via alla costruzione della trama. Altre da flussi di pensieri che portano a una trama.  

  1. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?

Non saprei, sono una millenial, tutti quelli che mi piacevano da adolescente oggi hanno i capelli bianchi o sono in un’età troppo avanzata per interpretare dei trentenni, ahah. Non odiatemi, ma non conosco molti attori di oggi, alla tv preferisco i libri. 

  1. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?

Delle persone per me importanti la sostengono, sì.

  1. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?

Fino ad ora mi è capitato un paio di volte e una di loro oggi è una delle mie collaboratrici. E a proposito di lei… ti voglio bene Rosy e grazie di avermi mezza stalkerata a suo tempo ahah. Scherzo. Quei messaggi sono stati molto importanti per me perché mi hanno permesso di conoscere persone fantastiche.

 

 

 

 

 

 

Ringrazio di cuore le ragazze del club del libro per le domande interessanti e l’opportunità di conoscerci meglio e un grazie a chi vorrà conoscere meglio anche i miei personaggi e storie.

Un bacio,

Joy.


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