Intervista a Zila Stone

Pubblicato il 5 novembre 2026 alle ore 12:36

Oggi vi presentiamo un'altra autrice fantasy!

"Ciao a tutti! Sono Zila Stone, millennial, con un piede sulla Terra e l'altro su un pianeta che per anni è esistito solo nella mia testa. Divido la scrivania con Maya, la mia cagnolina, che si considera co-autrice: non ha scritto una riga, ma supervisiona benissimo. Amo il mare, bevo matcha come fosse una pozione magica, e ad agosto ho fatto la cosa più coraggiosa della mia vita: ho pubblicato Sunbound - The Andromeda Empire. È il primo volume di una saga di sette libri. Sì, sette. Respirate, ce la faremo insieme."

1. Quando hai iniziato a scrivere?
Da piccolissima, tra diari segreti e storielle inventate. Ma la prima cosa vera l'ho scritta a circa otto anni, ed era più grande di me: la biografia dei miei genitori. Mia madre e mio padre hanno avuto una storia familiare particolare e difficile, e io, ancora bambina, sentivo il bisogno di custodirla su carta. Quelle pagine esistono ancora. Un giorno, quando sarò pronta e se mia madre sarà d'accordo, vorrei che diventassero un libro.
Poi sono arrivate le favole: prima le disegnavo, poi le scrivevo. Magie, regni, mondi lontani. Erano tutte fantasy. Diciamo che il destino aveva già scelto il genere.

2. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo della scrittura?
Una creatività che non mi ha mai lasciata in pace, in senso buono. Da bambina la sfogavo con la matita o con la penna, e intanto nella mia testa andava in onda sempre la stessa storia: ogni sera un episodio nuovo, ogni anno un dettaglio in più. Per tanto tempo è stata solo mia. Poi ho capito che le storie, come le persone, a un certo punto hanno bisogno di uscire di casa. E l'ho trasformata in un romantasy.

3. Quando sei diventata scrittrice?
Ufficialmente ad agosto, quando ho pubblicato il mio primo libro. Ufficiosamente a otto anni, con una penna in mano e la testa piena di mondi. In mezzo ci sono anni e anni di "prima o poi lo scrivo". Alla fine il "poi" è arrivato.

4. Vorresti essere pubblicata da una casa editrice, oppure preferiresti rimanere indipendente?
Sogno anche una casa editrice, sì, perché il mio desiderio più grande è arrivare a più persone possibili. E un giorno entrare in libreria e trovare Sunbound sullo scaffale. Probabilmente farei una foto, poi un'altra, poi chiamerei mia madre piangendo. Nel frattempo, da indipendente, faccio tutto io: scrittrice, grafica, social media manager e impacchettatrice ufficiale di pacchi carini. Il curriculum si allunga.

5. Qual è la tua esperienza con il blocco dello scrittore?
Il blocco dello scrittore? Finora l'ho visto solo nei meme. Questa storia la custodisco da quando sono bambina: non ho dovuto cercarla, ho dovuto solo aprirle la porta. Adesso sto scrivendo il secondo volume e per ora le parole arrivano puntuali. Lo dico sottovoce, toccando ferro.

6. Perché hai deciso di diventare scrittrice?
Perché certe storie, se le tieni chiuse dentro troppo a lungo, iniziano a bussare. La verità è che voglio far sognare. Voglio che qualcuno, dopo una giornata storta, apra il mio libro e per qualche ora si dimentichi di tutto. Se ci riesco anche solo con una persona, ne è valsa la pena.

7. I social media svolgono un ruolo importante per te come autrice?
Tantissimo. Per un'autrice indipendente i social sono tutto: vetrina, ufficio stampa e salotto dove chiacchierare con i lettori. Dopo l'uscita del libro mi sono buttata nella promozione e ho scoperto che mi diverte da matti. Poi, dopo appena tre settimane, un problema in famiglia mi ha costretta a fermarmi e a concentrarmi su ciò che contava di più. Ora sono tornata, con la testa libera e più carica di prima, e questa intervista è il mio modo per ripartire. Tra l'altro, è nata proprio su TikTok, dove ho ricevuto messaggi che mi hanno fatto venire gli occhi lucidi. Quindi sì, caro algoritmo: per una volta hai fatto la cosa giusta.

8. Come costruisci i tuoi personaggi e la trama? Con la fantasia, che nel mio caso non conosce orari di chiusura. Vedo le scene come in un film: le luci, gli sguardi, i silenzi. Poi ci aggiungo un ingrediente segreto, la vita di tutti i giorni. La vicina buffa, il collega antipatico, la signora che mi giudica in fila alla posta… Attenzione: potrebbero ritrovarsi in un mio libro. Con un altro nome, su un altro pianeta, magari con un destino non proprio piacevole. Scrivere ha i suoi vantaggi.

9. Tra la tua trama e i tuoi personaggi, cosa è essenziale per te? Perché?
Domanda crudele, tipo chiedere a un bambino se vuole più bene a mamma o a papà. Per me trama e personaggi sono due fili intrecciati: i personaggi muovono la storia e la storia trasforma i personaggi. Se ne tiri via uno, si sfila tutto.

10. Come gestisci le recensioni negative sul tuo libro?
Per ora sono stata fortunata: solo recensioni positive. Ognuna l'ho letta con il cuore in gola, e poi ho girato tutto il giorno con un sorriso stampato in faccia. Quando arriverà la prima negativa ci resterò male, non vi mentirò. Ma le critiche io le ascolto: mi fermo, ci rifletto, e se c'è qualcosa da migliorare la prendo come un regalo. Un regalo un po' scomodo, ma pur sempre un regalo.

11. Quale parte del tuo processo di scrittura è la più difficile?
La revisione, senza pietà. Scrivere è stato come volare; rivedere è stato come atterrare e dover ricontrollare ogni singolo bullone. Con tante pagine basta cambiare un dettaglio al capitolo tre per far crollare qualcosa al capitolo ventisette. Risultato: ci ho messo meno tempo a scriverlo che a rivederlo. Ma ogni minuto è servito.

12. Che consiglio dai ai nuovi autori?
Premessa: sono nuova anch'io, quindi questo consiglio lo do prima di tutto a me stessa. Buttatevi. La paura non sparisce mai del tutto, ma il coraggio è un muscolo: più lo usi, più diventa forte. E ricordate che il libro che non scrivete è l'unico che di sicuro nessuno leggerà.

13. Cosa diresti a uno scrittore che vuole pubblicare il suo primo libro?
Divertiti, davvero! Quando metti l'ultimo punto pensi di aver finito, e invece si apre una porta nuova: far conoscere il tuo libro. Ti ritroverai a girare video, scegliere filtri e scrivere caroselli alle undici di sera. Entri scrittrice ed esci content creator. Ed è un'avventura bella quanto la scrittura.

14. Quanti libri hai scritto finora?
Due: la biografia dei miei genitori e Sunbound. Poi c'è il secondo volume, che sta prendendo forma proprio adesso. Le favole di quando ero bambina non le conto: sono nascoste molto bene e intendo lasciarle lì.


15. Quale dei tuoi libri ti è piaciuto di più scrivere?
Sunbound, senza esitazione. La biografia è stata importante, ma ha richiesto delicatezza a ogni riga. Sunbound invece è la storia con cui sono cresciuta. Scriverlo è stato come aprire finalmente la porta di una stanza in cui giocavo da sola da quando ero bambina e dire a tutti: "Entrate, vi stavo aspettando".

16. Puoi raccontarci qualcosa del tuo prossimo libro?
Riparte da dove vi ho lasciati, cioè più o meno dal momento in cui avete chiuso il libro e mi avete odiata un pochino. Arriveranno nuovi personaggi accanto a quelli che già conoscete, colpi di scena che spero vi facciano urlare, e uno dei sette regni avrà finalmente il suo momento. Di più non posso dire: il mio ufficio legale (Maya) mi ha vietato gli spoiler.

17. Cosa ti aiuta a concentrarti mentre scrivi?
La mia formula magica: musica nelle cuffie, Maya accanto a me e una tazza di matcha fumante. Lo so, per molti il matcha sa d'erba. Per me sa di concentrazione. E no, non lo bevo perché va di moda: lo amo davvero, anche quando nessuno mi guarda.

18. Quale autore famoso ritieni migliore?
George R.R. Martin. Con Il Trono di Spade mi ha insegnato una lezione fondamentale: nessun personaggio è al sicuro. Diciamo che ho preso appunti.

19. Dove trovi le idee per i tuoi libri? Nella mia testa, dove la fantasia e la creatività costruiscono castelli mentali a tempo pieno. Torri, passaggi segreti, colpi di scena: io mi distraggo un attimo e loro hanno già aggiunto un'ala nuova. Il resto lo prendo dalla vita quotidiana: una frase sentita al bar, uno sguardo sul tram, una discussione in ufficio. Tutto può diventare una storia. Poi faccio ricerche per dare radici e credibilità al mio mondo.

20. Quali attori pensi che interpreterebbero i tuoi personaggi se il tuo libro diventasse un film?
Per Sky vedrei bene India Eisley: capelli castani, occhi chiari e lo sguardo di chi nasconde un segreto enorme. Per Rowen, Damian Hardung… e no, non vi dirò quante volte me lo sono immaginato. Se qualche produttore sta leggendo: sono disponibile.

21. La tua famiglia sostiene la tua scrittura? Cosa ne pensa?
Sì, tantissimo. Ma c'è un dettaglio: non sapevano niente. Ho scritto il libro in segreto e un giorno gliel'ho messo in mano, così, a sorpresa. Prima silenzio, poi facce incredule, poi tanta gioia e tanto orgoglio. Mia sorella mi ha chiesto di firmarle la copia, ed è stato il mio primo autografo in assoluto. Credo di essermi emozionata più io di lei.

22. I tuoi lettori ti contattano? Cosa dicono?
Sì, e ogni volta mi tremano un po' le mani. Non me lo aspettavo: mi sono arrivati messaggi bellissimi, di persone che mi dicono di aver trovato una storia diversa da tutto quello che avevano letto. Per me, che questo mondo l'ho custodito in silenzio per anni, è il complimento più grande che esista. Ogni messaggio lo rileggo almeno tre volte. Va bene, cinque.

 

 

 

 

 

 

Grazie di cuore per avermi dato spazio, e grazie a chi è arrivato fin qui: siete stati pazienti quasi quanto chi aspetta il secondo volume. Se avete voglia di perdervi tra imperi, poteri e un amore molto complicato, Sunbound vi aspetta. E quando lo avrete letto, venite a raccontarmelo su TikTok, @zila.stone. Prometto di rispondere, anche a chi vuole lamentarsi del finale. Anzi, soprattutto a loro.
Un abbraccio enorme,

Zila 


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